Il Verona e la politica dei giovani

In 50 anni di storia ad un certo livello professionistico, mai come quest’anno la rosa del Verona è composta da giovani formati dal vivaio gialloblù. Una vittoria per Setti che fin dal primo giorno all’Hellas ha dichiarato di voler puntare sui giovani creati in casa. L. Ferrari, Chiesa, Kumbulla, Zaccagni, Danzi, Saveljevs, Bearzotti, Tupta, Cappelluzzo sono tutti ragazzi formati o in formazione nel settore giovanile scaligero.

Considerate le recenti cessioni di Riccardi e Fares, i vari prestiti in giro per l’Italia (non ultimo quello di Casale in Serie C) e qualche altra cessione illustre del vicino passato (Donsah e Jorginho) non si può non definire ottimo il lavoro della società scaligera con i giovani.

La totale ristrutturazione dell’Antistadio, l’acquisto di una seconda squadra per valorizzare i ragazzi che escono dalla Primavera e la promozione a vice-Grosso di Carretta, ex vice di Porta, sono ulteriori passaggi di questa continua valorizzazione del settore giovanile.

I prossimi step riguardano il nuovo centro sportivo, da tempo promesso da Setti (arriverà?), e l’allargamento dei confini di scouting per Margiotta e company. Oggi in Veneto, il Verona ha un ottimo sistema di monitoraggio giovani, ma all’infuori dei confini regionali, se si eccettua qualche collaborazione singola, c’è poco. Allargare lo scouting implica investimenti ulteriori, necessari se si vuole aumentare anche il livello dei molti giovani che puntano alla prima squadra.

Con Setti che non tocca il proprio patrimonio personale e desidera che l’Hellas si mantenga da solo, ecco che allora il paracadute di Serie B o i soldi delle tv in A devono servire per coprire i costi di gestione, gli stipendi e gli affitti vari. Mentre il ricavato dalle varie cessioni (vedasi Viviani, Fares, Valoti) dovrebbero andare a coprire gli investimenti proprio nel settore giovanile: staff, impianti, scouting. Solo così il Verona può continuare a valorizzare i propri giovani e lanciare ragazzi tra i professionisti, migliorando ulteriormente un livello che già adesso, numeri alla mano, è il migliore nella storia recente e passata del Verona.

Damiano Conati

6 COMMENTS

  1. In italia non siamo in olanda e la politica dei giovani non può essere fatta in modo integrale.
    Ci vuole il giusto mix. A Bergamo non sono stupid, altrimenti la farebbero anche loro.
    Se Setti continuerà su questa strada ottusa, le retrocessioni potrebbero non essere finite.
    Jorginho non é una creatura di Setti. Lui l’ha solo svenduta.

  2. Noto con disappunto che su questo sito si leccano senza vergogna gli stivali del padrone.
    Bravi continuate così.

  3. In questo scandaloso articolo ci si dimentica di dire che l’anno scorso non solo la Primavera è retrocessa (nonostante il fuoriquota Tupta) ma tutte le altre giovanili dell’Hellas (tranne una delle due formazioni degli Allievi) hanno fatto malissimo.

  4. COMPLIMENTI HA CHI HA SCRITTO L’ARTICOLO. E’ TRA I PIU’ DELIRANTI E ASSURDI CHE HO LETTO IN QUESTI ANNI.
    UN SOLO COMMENTO SE IL PASSAGGIO DEL SECONDO DELLA PRIMAVERA ALLA PRIMA SQUADRA E LA RICONFERMA DELL’ALLENATORE DELLA PRIMAVERA DOPO CHE L’ANNO PRIMA FACEVA L’ACCOMPAGNATORE DEGLI ALLIEVI VUOLE DIRE CHE SI PUNTA SUI GIOVANI ALLORA SI DIMOSTRA COME NON SI SANNO GESTIRE I SETTORI GIOVANILI.
    MANDARE IN GIRO I GIOVANI, OGGI, VISTE LE REGOLE NELLA VARIE CATEGORIE E’ FACILE NON SERVE CHE SIANO DEI FENOMENI. LA COSA FONDAMENTALE PER UNA SOCIETA’ COME L’HELLAS E’ VEDERE CRESCERE E GIOCARE I PRIMA SQUADRA GIOVANI CRESCIUTI NEL SETTORE GIOVANILE E CHE NEL TEMPO NE DIVENTANO UNA BANDIERA. INVECE LA POLITICA ATTUALE E’ METTERE IN MOSTRA GIOVANI E POI MONETIZZARE.

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