Tanti interrogativi accompagnano Gallazzi. Aldo Spinelli: “Nel calcio i fondi non guadagnano”

Voleva il Bologna, squadra della sua città, ha ricevuto il no secco di Saputo. Ha virato sul Livorno di Spinelli, ma ha deciso di non proseguire nella trattativa. 

Ha quasi acquistato il Genoa, ma Preziosi ha rifiutato. 

Ora la palla è passata al Verona. Giulio Gallazzi vuole entrare nel mondo del calcio, vuole guadagnare con il calcio e sta cercando piazze calde, con una certa storia e una tifoseria importante per iniziare la sua avventura. 

Aldo Spinelli, ex presidente del Livorno e del Genoa, non ha avuto parole gentili verso il capogruppo di “Sri Global Limited” quando stava per acquisire i rossoblù di Genova: “Gallazzi a Livorno ci ha tenuto in ballo tre mesi, poi non se n’è fatto nulla perché nel calcio si perde e non si guadagna. I fondi vogliono solo guadagnare, non credo al passaggio di consegne del Genoa”. 

Passaggio infatti che non è avvenuto e, si dice, non per motivi economici.
Infatti, secondo il Corriere della Sera, il Genoa non è passato al finanziere Giulio Gallazzi, non tanto per i 120 milioni messi sul piatto di Preziosi, che erano ritenuti adeguati, ma per la richiesta di precise garanzie chieste dal re dei giocattoli al finanziere bolognese. Una di queste, ad esempio, conoscere chi si nascondesse dietro il fondo a supporto di Gallazzi.

Garanzie che non sono mai arrivate. Anche se i nomi che hanno accompagnato Gallazzi in questi mesi di trattativa con il Genoa erano abbastanza chiari.

Innanzitutto Beniamino Anselmi, 75 anni, che nell’idea del finanziere sarebbe diventato presidente del Genoa. Anselmi, ex componente del Cda Carige e presidente di Veneto Banca e di diversi altri istituti di credito.

Poi Piergiorgio Bottai, amico di Gallazzi, ex dirigente della Virtus Basket Bologna ed ex nel Cda di Saputo al Bologna. L’arrivo di Bottai farebbe saltare la sedia di Fusco, come già successo a Bologna, e di conseguenza di Pecchia. Bottai che, tra l’altro, non è mai entrato nelle grazie dei tifosi bolognesi, nel basket e neppure nel calcio. 

Per quel che riguarda i soci della cordata con a capo Giulio Gallazzi di “Sri Group”, il nome principale potrebbe essere quello di Tariq Hamoodi, giovane irlandese direttore di “ByBrook Capital”, fondo d’investimento internazionale con sede in Inghilterra con 2 miliardi di sterline di fatturato nel 2016.

Gallazzi per l’acquisto del Genoa aveva aveva sicuramente alle spalle “Erskine Capital Limited”, un fondo di investimento inglese, diretto da Jacqueline Leonie Jane Palmer, che però è dirigente anche di “Sri Group”. Inoltre l’intreccio finanziario riguarda il fatto che Erskine divida l’ufficio con “Blenheim Capital Limited”, società legata alla moglie di Gallazzi: Serena Bortolini.

Nel Genoa poteva entrare poi anche l’italiano Gustavo Perrotta, ex banchiere e fondatore della “Hamilton Ventures”, altra società di investimento.

Insomma che lavoro fa Gallazzi? Da dove arrivano tutti questi soldi? Cosa c’è a monte della cordata costruita a inizio giugno per rilevare il Genoa? Se l’è chiesto anche Preziosi che non ha avuto certezze nè garanzie da questo sistema di scatole cinesi organizzato da Gallazzi e non ha ceduto il Genoa.

Resta però un’ultima domanda. Il Verona è in vendita? No. Setti non vuole cedere. Però se questa cordata di ex banchieri e finanziatori arrivasse davvero con il centinaio di milioni offerti a Preziosi, siamo convinti che Setti non esiterebbe a vendere, nonostante alle spalle di queste persone non ci sia la chiarezza voluta da Preziosi.

Ma se davvero questi possibili acquirenti avessero tutti questi soldi, allora i tifosi del Verona potrebbero dormire sonni tranquilli, perché senza moneta sonante, Setti non intende cedere.

Restiamo in attesa degli sviluppi di una trattativa che al momento non esiste, ma che potrebbe scoppiare da un momento all’altro.

D. Conati 

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Federico Messini
Federico Messini nasce a Villafranca di Verona il 15/05/1990. Studente in lettere moderne presso l'Università degli studi di Trento. Scrittore e cantautore ha all'attivo due pubblicazioni : "Il gioco degli spiccioli" uscito nel 2013 e "Il doppiatore" uscito nel 2016.

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