Player Focus: Giampaolo Pazzini

Di gol Giampaolo Pazzini ne ha fatti tantissimi in carriera: in area da vera punta, talvolta – specie nei primi anni – calciando dalla distanza, poi di testa sfruttando una coordinazione aerea fuori dal comune e, infine, anche dal dischetto, a certificare la sua freddezza nei momenti più delicati. 

 

#11 GIAMPAOLO PAZZINI

Data di nascita: 2 agosto 1984

Luogo: Pescia, Pistoia

Altezza: 1,80 m

Nazionalità: italiana

Ruolo: attaccante

Piede preferito: destro

Caratteristiche: innato senso del gol

Presenze in Serie A: 378

Presenze Hellas Verona: 130

 

«Pazzini è buono per tutte le stagioni: l’anno scorso è stato l’unico capace di segnare in autunno, inverno e primavera»

Cit. Massimiliano AllegriDi gol Giampaolo Pazzini ne ha fatti tantissimi in carriera: in area da vera punta, talvolta – specie nei primi anni – calciando dalla distanza, poi di testa sfruttando una coordinazione aerea fuori dal comune e, infine, anche dal dischetto, a certificare la sua freddezza nei momenti più delicati. 

 

#11 GIAMPAOLO PAZZINI
Data di nascita: 2 agosto 1984
Luogo: Pescia, Pistoia
Altezza: 1,80 m
Nazionalità: italiana
Ruolo: attaccante
Piede preferito: destro
Caratteristiche: innato senso del gol
Presenze in Serie A: 378
Presenze Hellas Verona: 130

 

«Pazzini è buono per tutte le stagioni: l’anno scorso è stato l’unico capace di segnare in autunno, inverno e primavera»
Cit. Massimiliano Allegri

 

ATALANTA E FIORENTINA
Giampaolo Pazzini, appena ventenne, si presenta in Serie A dopo essersi rivelato fondamentale nel corso della Serie B 2003/04, nella quale mette a segno 9 gol in campionato con la maglia dell’Atalanta, di cui il primo nel derby del 14 settembre 2003 con l’Albinoleffe per il decisivo 2-1 all’82’. Il 12 settembre 2004, alla 1a giornata contro il Lecce, Pazzini parte titolare e dopo appena 2′, sul traversone perfetto di Demetrio Albertini, stoppa di petto e con il mancino trafigge Sicignano. Appena 120 secondi e ha già segnato la sua prima rete in A. Ritroverà la gioia del gol contro Inter e Cagliari, per poi passare a gennaio dalla Dea alla Fiorentina, dove rimarrà per 4 stagioni. Risale a quello stesso settembre anche l’esordio con la Nazionale Under 21: anche in questo caso gol al debutto per il ‘Pazzo’, nel 2-0 per gli azzurrini sulla Norvegia a Trapani. Partito in sordina con la nuova maglia, sarà però devastante quando Zoff lo chiamerà in causa a cavallo tra marzo e aprile: 3 gol in 3 partite contro Reggina, Inter e Juventus, guadagnandosi così la riconferma a Firenze. L’esperienza viola risulterà una delle più importanti della sua intera carriera: in 4 anni segnerà 34 reti in 135 partite, ritagliandosi uno spazio importante in una Fiorentina fortissima come quella di Cesare Prandelli. Del 24 marzo 2007, inoltre, l’indimenticabile notte di Londra: Pazzini segna una straordinaria tripletta nella gara fra le Nazionali Under 21 di Inghilterra e Italia, nella prima serata assoluta del nuovo Wembley Stadium, con la prima rete dopo appena 28 secondi. 

SAMP E NAZIONALE
Arrivato alla Samp nel gennaio 2009, l’impatto in blucerchiato è clamoroso. Dopo aver giocato a singhiozzo nella prima parte di stagione con la Fiorentina, a Genova segna addirittura 11 gol in 19 partite, ben 8 reti in altrettante partite nei mesi di febbraio e marzo. È solo il preludio di quella che sarà, nel 2009/10, una delle migliori stagioni nella recente storia sampdoriana. Gli eccellenti risultati convincono Marcello Lippi a convocarlo in Nazionale: il ‘Pazzo’ segna all’esordio pure qui, nella vittoria per 2-0 in casa del Montenegro. In azzurro totalizzerà 25 partite e 4 gol, giocando il Mondiale in Sudafrica e contribuendo, poi, alla qualificazione ad Euro 2012. La migliore stagione in Serie A di Giampaolo Pazzini è – appunto – quella 2009/10: 37 presenze e 19 reti, davanti a lui solo Diego Milito e Antonio Di Natale, con la Sampdoria che si aggiudicherà il quarto posto in campionato, qualificandosi alla Champions League dopo 19 anni dall’ultima volta. Memorabile la sua doppietta all’Olimpico contro la Roma, ma l’immagine del ‘Ferraris’ che esplode dopo la rete decisiva del ‘Pazzo’ il 16 maggio 2010, in Sampdoria-Napoli 1-0, è da brividi. Segnerà anche 3 gol, tra andata e ritorno con il Werder Brema, ma non basteranno ai blucerchiati per qualificarsi ai gironi e quell’eliminazione dalla massima competizione europea per Club sarà, purtroppo, l’inizio di una stagione sfortunatissima per la Samp. Pazzini verrà ceduto all’Inter a gennaio.

PAZZINI A MILANO
A dispetto di quanto si possa pensare, non sono pochi i calciatori ad aver giocato sia per il Milan che per l’Inter. Pazzini inizia dalla sponda nerazzurra, arrivando nel gennaio del 2011 in una squadra di campioni che hanno appena vissuto la memorabile stagione del triplete e che poche settimane prima dell’arrivo del ‘Pazzo’ hanno messo in bacheca anche il Mondiale per club. Eppure anche qui, tanto per non perdere un vizio che lo ha contraddistinto nella maggior parte delle sue esperienze, l’esordio è memorabile: il ‘Pazzo’ è un calciatore nerazzurro da soli 3 giorni, ma – con la squadra in svantaggio per 2-0 con il Palermo e a rischio imbarcata – Leonardo decide di mandarlo in campo al posto di Philippe Coutinho. Al 57′ si fa spazio in area a, girandosi in un istante, riesce a fulminare Sirigu, presentandosi così al ‘Meazza’. Julio Cesar salva di nuovo l’Inter parando un rigore a Pastore al 63 e, 10′ più tardi, Pazzini fa venire giù lo stadio con uno dei gol che più lo ritrae: punizione di Maicon dal vertice, coordinazione aerea e colpo di testa, 2-2. Ci penserà poi Samuel Eto’o a completare la rimonta, realizzando dal dischetto il rigore procurato proprio dal ‘Pazzo’. Probabilmente questa rimane la sua partita più bella all’Inter: l’esperienza nerazzurra annovera 19 gol (3 in Champions League) in 60 presenze. Nell’agosto del 2012 passa al Milan: il 1° settembre di quell’anno, alla seconda partita rossonera, segna un tripletta nel 3-1 in casa del Bologna. Concluderà quella stagione con 15 gol. Ha segnato 24 reti in 86 partite coi rossoneri. Nell’estate del 2015 passa all’Hellas Verona.

HELLAS VERONA
Esordisce in gialloblù il 22 agosto nel pareggio del ‘Bentegodi’ per 1-1 contro la Roma, ma dovrà aspettare fino al 18 ottobre per segnare il primo gol con la nuova maglia, realizzando il rigore del momentaneo vantaggio sull’Udinese. In quell’anno troverà il gol anche contro Atalanta, Roma, Chievo, Genoa e Milan. Dopo l’addio al calcio di Luca Toni, il ‘Pazzo’ eredita la sua fascia da capitano, imponendosi come capocannoniere della Serie B 2016/17 con 23 gol in 35 partite. Aggiunge altri 4 gol in Serie A alle sue statistiche nel 2017/18, prima della parentesi in Liga con il Levante, per poi tornare in Serie B con l’Hellas dove conquista un’incredibile seconda promozione, alla quale contribuisce con 12 reti. Torna in Serie A con i gialloblù in questa stagione, ritrovando la gioia del gol nel massimo campionato il 15 dicembre 2019: suo il rigore che apre la rimonta sul Torino al ‘Bentegodi’. Dopo aver segnato a SPAL e Lecce, realizzerà anche il calcio di rigore che, l’8 febbraio 2020, consegnerà al Verona il definitivo vantaggio per 2-1 sulla Juventus. All’Hellas ha complessivamente segnato 50 gol in 130 partite disputate.


 

ATALANTA E FIORENTINA
Giampaolo Pazzini, appena ventenne, si presenta in Serie A dopo essersi rivelato fondamentale nel corso della Serie B 2003/04, nella quale mette a segno 9 gol in campionato con la maglia dell’Atalanta, di cui il primo nel derby del 14 settembre 2003 con l’Albinoleffe per il decisivo 2-1 all’82’. Il 12 settembre 2004, alla 1a giornata contro il Lecce, Pazzini parte titolare e dopo appena 2′, sul traversone perfetto di Demetrio Albertini, stoppa di petto e con il mancino trafigge Sicignano. Appena 120 secondi e ha già segnato la sua prima rete in A. Ritroverà la gioia del gol contro Inter e Cagliari, per poi passare a gennaio dalla Dea alla Fiorentina, dove rimarrà per 4 stagioni. Risale a quello stesso settembre anche l’esordio con la Nazionale Under 21: anche in questo caso gol al debutto per il ‘Pazzo’, nel 2-0 per gli azzurrini sulla Norvegia a Trapani. Partito in sordina con la nuova maglia, sarà però devastante quando Zoff lo chiamerà in causa a cavallo tra marzo e aprile: 3 gol in 3 partite contro Reggina, Inter e Juventus, guadagnandosi così la riconferma a Firenze. L’esperienza viola risulterà una delle più importanti della sua intera carriera: in 4 anni segnerà 34 reti in 135 partite, ritagliandosi uno spazio importante in una Fiorentina fortissima come quella di Cesare Prandelli. Del 24 marzo 2007, inoltre, l’indimenticabile notte di Londra: Pazzini segna una straordinaria tripletta nella gara fra le Nazionali Under 21 di Inghilterra e Italia, nella prima serata assoluta del nuovo Wembley Stadium, con la prima rete dopo appena 28 secondi. 

SAMP E NAZIONALE
Arrivato alla Samp nel gennaio 2009, l’impatto in blucerchiato è clamoroso. Dopo aver giocato a singhiozzo nella prima parte di stagione con la Fiorentina, a Genova segna addirittura 11 gol in 19 partite, ben 8 reti in altrettante partite nei mesi di febbraio e marzo. È solo il preludio di quella che sarà, nel 2009/10, una delle migliori stagioni nella recente storia sampdoriana. Gli eccellenti risultati convincono Marcello Lippi a convocarlo in Nazionale: il ‘Pazzo’ segna all’esordio pure qui, nella vittoria per 2-0 in casa del Montenegro. In azzurro totalizzerà 25 partite e 4 gol, giocando il Mondiale in Sudafrica e contribuendo, poi, alla qualificazione ad Euro 2012. La migliore stagione in Serie A di Giampaolo Pazzini è – appunto – quella 2009/10: 37 presenze e 19 reti, davanti a lui solo Diego Milito e Antonio Di Natale, con la Sampdoria che si aggiudicherà il quarto posto in campionato, qualificandosi alla Champions League dopo 19 anni dall’ultima volta. Memorabile la sua doppietta all’Olimpico contro la Roma, ma l’immagine del ‘Ferraris’ che esplode dopo la rete decisiva del ‘Pazzo’ il 16 maggio 2010, in Sampdoria-Napoli 1-0, è da brividi. Segnerà anche 3 gol, tra andata e ritorno con il Werder Brema, ma non basteranno ai blucerchiati per qualificarsi ai gironi e quell’eliminazione dalla massima competizione europea per Club sarà, purtroppo, l’inizio di una stagione sfortunatissima per la Samp. Pazzini verrà ceduto all’Inter a gennaio.

PAZZINI A MILANO
A dispetto di quanto si possa pensare, non sono pochi i calciatori ad aver giocato sia per il Milan che per l’Inter. Pazzini inizia dalla sponda nerazzurra, arrivando nel gennaio del 2011 in una squadra di campioni che hanno appena vissuto la memorabile stagione del triplete e che poche settimane prima dell’arrivo del ‘Pazzo’ hanno messo in bacheca anche il Mondiale per club. Eppure anche qui, tanto per non perdere un vizio che lo ha contraddistinto nella maggior parte delle sue esperienze, l’esordio è memorabile: il ‘Pazzo’ è un calciatore nerazzurro da soli 3 giorni, ma – con la squadra in svantaggio per 2-0 con il Palermo e a rischio imbarcata – Leonardo decide di mandarlo in campo al posto di Philippe Coutinho. Al 57′ si fa spazio in area a, girandosi in un istante, riesce a fulminare Sirigu, presentandosi così al ‘Meazza’. Julio Cesar salva di nuovo l’Inter parando un rigore a Pastore al 63 e, 10′ più tardi, Pazzini fa venire giù lo stadio con uno dei gol che più lo ritrae: punizione di Maicon dal vertice, coordinazione aerea e colpo di testa, 2-2. Ci penserà poi Samuel Eto’o a completare la rimonta, realizzando dal dischetto il rigore procurato proprio dal ‘Pazzo’. Probabilmente questa rimane la sua partita più bella all’Inter: l’esperienza nerazzurra annovera 19 gol (3 in Champions League) in 60 presenze. Nell’agosto del 2012 passa al Milan: il 1° settembre di quell’anno, alla seconda partita rossonera, segna un tripletta nel 3-1 in casa del Bologna. Concluderà quella stagione con 15 gol. Ha segnato 24 reti in 86 partite coi rossoneri. Nell’estate del 2015 passa all’Hellas Verona.

HELLAS VERONA
Esordisce in gialloblù il 22 agosto nel pareggio del ‘Bentegodi’ per 1-1 contro la Roma, ma dovrà aspettare fino al 18 ottobre per segnare il primo gol con la nuova maglia, realizzando il rigore del momentaneo vantaggio sull’Udinese. In quell’anno troverà il gol anche contro Atalanta, Roma, Chievo, Genoa e Milan. Dopo l’addio al calcio di Luca Toni, il ‘Pazzo’ eredita la sua fascia da capitano, imponendosi come capocannoniere della Serie B 2016/17 con 23 gol in 35 partite. Aggiunge altri 4 gol in Serie A alle sue statistiche nel 2017/18, prima della parentesi in Liga con il Levante, per poi tornare in Serie B con l’Hellas dove conquista un’incredibile seconda promozione, alla quale contribuisce con 12 reti. Torna in Serie A con i gialloblù in questa stagione, ritrovando la gioia del gol nel massimo campionato il 15 dicembre 2019: suo il rigore che apre la rimonta sul Torino al ‘Bentegodi’. Dopo aver segnato a SPAL e Lecce, realizzerà anche il calcio di rigore che, l’8 febbraio 2020, consegnerà al Verona il definitivo vantaggio per 2-1 sulla Juventus. All’Hellas ha complessivamente segnato 50 gol in 130 partite disputate. Fonte: hellasverona.it

Stefano Pozza
Dopo il diploma di maturità classica, mi sono laureato in Scienze Politiche presso l'Università degli studi di Padova. Dal marzo 2012 sono iscritto all'Ordine dei Giornalisti, elenco pubblicisti. Nella vita di tutti i giorni lavoro come Buyer, e coltivo due grandi passioni: la politica e il giornalismo.

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