Balata: “L’incertezza non dipende da noi”

Questo alone di incertezza permane ma non dipende da noi”. Sono le parole del presidente della Lega B, Mauro Balata, questa mattina su Radio Anch’io dove, interpellato da Filippo Corsini, Alberto Cerruti, Paolo Casarin eAlessio Maldini, ha ricordato come anche l’ultima decisione presa dal Consiglio di Stato di fatto consolidi il format a 19 squadre adottato lo scorso agosto e che ha dato il via a un vortice di ricorsi e controricorsi:

Abbiamo subito 60 ricorsi da parte di tutte le società coinvolte nella vicenda dei ripescaggi. Noi ne abbiamo fatti solo due per difenderci, l’ultimo al Consiglio di Statodove sono stati confermati principi giuridici granitici già emanati nelle precedenti decisioni della giustizia amministrativa e sportiva. La nostra è una posizione presa dalla Lega nella sua totalità e autorizzata con delibere certificate dall’ultima decisione del Consiglio di Stato, assunte in maniera valida e responsabile da parte della Figc.

La Lega B è stata autorizzata a presentare il proprio calendario e a far partire il proprio campionato, siamo a un quarto della stagione e ancora si parla di stravolgimento“.

La decisione adottata dal Consiglio di Stato sabato mattina rientra infatti nel solco di tutti i principi affermati in precedenza sia dal Tar, sia dallo stesso Consiglio di Stato, sia dagli organi di giustizia endofederale: “Si parla di caos ma non è così, si tratta di una scelta fatta da 19 società regolarmente associate al campionato in virtù di diritti conquistati sul campo e sanciti e verificati dalla Figc all’atto delle iscrizioni. Non ho assunto questa posizione per mettermi contro dei club. Se queste società fossero state regolarmente iscritte alla Serie B, avrebbero fatto la stessa battaglia di principio“. Balata ricorda poi che “da tempo si parla di riforma dei campionati, c’è stata una delibera nel 2015 della Figc che andava in questa direzione e in 15 anni sono fallite 154 società, con città vilipese da alcune situazioni e alcuni personaggi.

Cosa vogliamo fare? Abbiamo deciso di appoggiare con lealtà e convintamente il presidente Gravina che deve avere la forza di fare le riforme, la prima delle quali riguarda i campionati perché il sistema professionistico così non può reggere. Poi ci sono altre cose che vanno fatte, servono regole più stringenti e rigorose cercando di stabilire chi ha il diritto di accedere al campionato. Ci sono imprenditori sani che si allontanano dal calcio e avventurieri che invece cercano di entrare. Le riforme devono produrre il contrario“.

Il tema della giustizia sportiva deve essere ai primi posti dell’agenda di Gravina. L’autonomia della giustizia sportiva è un valore, va organizzata meglio e vanno chiarite tutte le regole perché stanno mostrando delle criticità, altrimenti non saremmo arrivati a novembre con una situazione appesa a ricorsi e controricorsi“. Balata chiede una “giustizia endofederale forte e capace di esprimersi in tempi rapidi e con chiarezza, anche se in realtà nel nostro caso è avvenuto, solo che c’è chi non ci si è limitato ad accettare le decisioni della giustizia endofederale“.

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