Basta crederci

Una squadra che non gioca un bel calcio, che in difesa fatica terribilmente e in attacco non segna, ma soprattutto che non riesce a dimostrare quell’anima che i tifosi invocano. Un allenatore che non ha ancora trovato un undici affidabile, che continua a cambiare senza certezze e che manca di organizzazione. Un diesse che ha costruito il miglior insieme di singoli giocatori di tutta la B, spendendo poco, ma che si ostina a puntare su un mister che non è ancora riuscito a creare una squadra ai primi di febbraio e che probabilmente mai ci riuscirà. Un presidente che accetta che il Verona possa vivacchiare tra le ultime posizioni di A e le prime di B, senza ambizioni, con più occhi verso il bilancio e l’organizzazione generale, che verso i sogni, i rischi d’impresa, la speranza di portare il Verona in alto. Una tifoseria e un ambiente calorosi e esigenti, che ormai sono stanchi di avere una squadra anonima, lontana dalla città e senza quel sacro fuoco che solo chi indossa la maglia gialloblù può capire.

Però dall’altra parte ci sono molti ragazzi che escono dal settore giovanile scaligero e sono protagonisti in prima squadra (Zaccagni, Danzi, Tupta). Ci sono ex grandi giocatori dell’Hellas che diventano testimonial per la società mettendoci la faccia, nuovi acquisti che dichiarano che a Verona c’è una grande organizzazione e che è un onore oggi giocare in gialloblù, procuratori che spingono i loro atleti verso questa piazza. Ci sono dirette concorrenti che rischiano di sparire (Palermo) o che fanno mercato al risparmio e di cessioni per sopravvivere (Pescara).

L’Hellas Verona sta vivendo un periodo di profonde contraddizioni e proprio per questo ci viene da affermare un profondo: BASTA CREDERCI! Sta ad ogni tifoso del Verona sapere come interpretare la frase…

Damiano Conati

Foto: Grigolini- Fotoexpress

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