Bussinello: “Siamo tutti sordi”?

Un esposto contro gli 007 della Figc e la richiesta del sequestro preventivo della relazione effettuata dai tre ispettori della Procura federale.
La decisione del giudice sportivo Gian Paolo Tosel di chiudere la Curva Sud dopo i presunti cori razzisti dei fedelissimi gialloblù contro il giocatore del Milan Sulley Muntari arriva in tribunale.
Questa mattina l’avvocato Bussinello presenterà un esposto-denuncia alla procura di Verona. «Il 19 ottobre mi sono recato allo Stadio Bentegodi di Verona», scrive Bussinello, «in occasione della partita tra Hellas Verona e Milan che si è svolta, o almeno così credevo, in modo assolutamente pacifico e senza alcuna irregolarità. Ho appreso con grande sconcerto che il giudice sportivo, dopo aver letto la relazione dei collaboratori della procura federale, relativa alla summenzionata partita, ha sanzionato il Verona con l’ammenda di cinquantamila euro e con l’obbligo di disputare due gare con la Curva Sud priva di spettatori. Tale provvedimento troverebbe il proprio fondamento, su quanto asserito dai tre collaboratori della procura federale presenti alla partita, i quali, contrariamente a me e ad altre migliaia di tifosi presenti, hanno dichiarato d’aver sentito distintamente i versi “uh uh uh”. A tal proposito, un dubbio mi sorge spontaneo: che io sia divenuto improvvisamente sordo, insieme agli altri tifosi, all’arbitro, ai giocatori, addirittura allo stesso Muntari? Si tratterebbe di una patologia estremamente grave: tremila persone che, in coro, imitano il verso della scimmia dovrebbero essere udibili a ben altre distanze rispetto a quella che separa l’incriminata Curva Sud dalla Tribuna ovest superiore in cui io mi trovavo». Cos’è successo al Bentegodi? «Una contagiosa e improvvisa sordità dei presenti oppure una falsità attestata dai Collaboratori della Procura federale?», si chiede Bussinello. Per questo vuole denunciare gli ispettori federali oppure coloro che risulteranno responsabili per il reato dell’articolo 479 del codice penale, falsità ideologica commessa dal pubblico ufficiale in atti pubblici, oppure dell’articolo 483, falsità ideologica del privato in atto pubblico e chiede «il sequestro preventivo della relazione effettuata dai tre Collaboratori della Procura federale, in quanto il libero utilizzo della stessa potrebbe aggravare il reato ipotizzato, costituendo elemento fide facente, o ad esso equiparato, per le ragioni in fatto espresse, impedendo all’Hellas di far valere le proprie ragioni nelle sedi giurisdizionali. In ogni caso, si chiede il sequestro probatorio della relazione stessa in quanto costituente corpo del reato». «Si richiede, infine, la notifica dell’eventuale richiesta di archiviazione della notizia di reato – conclude Bussinello – affinchè si possa validamente esercitare, se del caso, un’opposizione alla stessa archiviazione».

Fonte: L’Arena

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