Caceres: i perché dell’affare lampo

Damiano Conati

Martin Caceres ha svolto le visite mediche e può dirsi praticamente un giocatore del Verona, preso da svincolato in collaborazione con la Lazio che non poteva permettersi l’arrivo di un extracomunitario all’estero o dalla lista dei giocatori liberi.

Però Tare e Lotito possono acquistare senza problemi un giocatore extra-UE che abbia militato in Italia negli ultimi 6 mesi di contratto. Ecco perché tanta fretta nel chiudere l’affare con il Verona: se Caceres avesse firmato con i gialloblù entro il 31 luglio, poteva essere tesserato dalla Lazio entro il 31 gennaio. Firmando oggi 28 luglio, diventerà giocatore biancoceleste il prossimo 28 gennaio. 

Il Verona è ben felice di questa trattativa per tre motivi, oltre che per il fatto che, economicamente parlando, non sborserá un euro, essendo tutto a carico di Lotito.

Primo motivo: i gialloblù hanno già il sostituto di Caceres. È Riccardo Brosco che i primi di aprile di quest’anno ha riportato la rottura del legamento crociato anteriore e del menisco mediale del ginocchio destro. Almeno 6 mesi di stop per lui e adesso la possibilità di rietrare con calma e dare il cambio al difensore uruguaiano. 

Secondo motivo: intavolare una collaborazione con la Lazio e soprattutto con il suo vulcanico presidente Lotito, anche perché nel calcio avere buoni rapporti con tutti non guasta mai.

Terzo motivo: in questa strategia di mercato, l’Hellas sta cercando di inserire anche il talento olandese Ricardo Kishna, che la Lazio aveva già promesso al Benevento. Kishna è un campioncino che deve maturare in moltissimi aspetti, ma che con il Verona e con Pecchia, che ama i giovani, potrebbe fare davvero bene.

1 COMMENTO

LASCIA UN COMMENTO

*