Calcio al mercato

Massimo Recchia 

L’attesa è quasi terminata. 

Il calciomercato sta arrivando, portando con sé la curiosità di un bambino nel mattino del giorno di Santa Lucia. 

Se dessimo un vero calcio al mercato, nel senso compiuto dell’azione, subiremmo come la nazionale di San Marino contro l’Argentina, la cocente penalità con un’estate di fatto vuota. 

Solo gelati cornetti mollicci e sospettosi spritz in bar cinesi da spiaggia, nulla più. 

Il vuoto di ogni discussione maschile sotto l’ombrellone. La Gazzetta, in assenza di calciomercato non riempirebbe pagine e pagine rosa di formazioni probabili e calciatori in trattativa, ceduti, acquistati, prelevati per essere girati allo spiedo del prestito secco. 

Girandoli e rigirandoli potrebbero cuocersi bene ma anche abbrustolirsi troppo. Che sia per questo che si dice calciatore oramai bruciato? Boh. 

Il giornale sportivo servirebbe solo al muratore attempato privo di berretto parasole per garantire una giornata all’aria aperta senza avere un bidet a portata di mano..

Ma tornando al termine “calcio mercato” si potrebbe anche ipotizzare una serie di banchetti rionali con vendite al dettaglio. Non so, DVD, palloni firmati, magliette sudate e mai lavate con bio presto dall’uomo in ammollo.

A proposito, Cerri, il jazz man della pubblicità, ha novanta primavere. Sia stato l’ammollo il suo segreto? Se fosse così immergiamoci tutti nel vascone trasparente fra mutande e reggiseni. Sarebbe una soluzione per rivedere ancora il vecchio scalone gialloblu’ in serie A senza attendere le sirene di via Sogare. Quelle ci hanno già fregato una volta.. 

Probabile disin-formazione…

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