Caso Muntari: l’inchiesta va in archivio. Per il magistrato i presunti oltraggi non sono rilevabili

L’indagine della Procura sugli «uh uh» urlati all’indirizzo di Sullay Muntari sentiti dagli 007 federali al Bentegodi (e non percepiti dal resto del pubblico che quel giorno era allo stadio) rischia di finire in archivio. Questa almeno l’intenzione del sostituto procuratore Beatrice Zanotti che, dopo aver acquisito la documentazione dalla procura della Figc e visionato il filmato della partita del 19 ottobre, ha ritenuto di non proseguire l’indagine.

E ieri mattina il magistrato ha firmato la richiesta di archiviazione per il fascicolo aperto inizialmente per l’ipotesi di falso ideologico commesso dal privato in atto pubblico, reato al quale si era aggiunta la falsità ideologica commessa dai pubblici ufficiali, in attesa di verificare la natura degli ispettori federali.
Una richiesta di archiviazione che si fonda sulla considerazione che la Figc è un organo di natura privatistica e di conseguenza la relazione, le email e qualunque atto emesso da tale ente rimane una scrittura privata. Il fatto che comunque i provvedimenti rientrino nell’ambito della giustizia sportiva (regolamentata da un codice «proprio») porta ad escludere che gli ispettori federali abbiano la qualifica di pubblico ufficiale. E l’eventuale non veridicità delle loro dichiarazioni dovrà essere affrontata in ambito federale.
Questo in diritto.
Passando al fatto, invece, che gli «uh uh» all’indirizzo del mediano di colore del Milan ci siano stati o meno è una circostanza che al pm non interessa. «Non è nè sostenibile nè smentibile» perchè nei filmati della partita si sentono urla, voci, commenti, applausi e anche «uh uh». Insomma, i «rumors» da curva sud, non quelli percepibili in una sala di lettura della biblioteca dove ogni suono può essere isolato e distinto. Quindi gli «uh uh» sono un elemento poco rilevante per il sostituto procuratore Zanotti poichè «l’oggetto del contendere» per la magistratura scaligera non erano i cori razzisti. L’esistenza di quel «verso oltraggioso» non si può negare, il dato di fatto è che nè l’arbitro, nè gli assistenti, nè la polizia presente allo stadio quella domenica ha segnalato «un coro a tremila voci».
Restano insomma quelle mail, nemmeno la relazione perchè quella è stato appurato che non c’è, che si erano tradotte con una sanzione pecuniaria (una multa di 50mila euro alla società) e la chiusura per un turno della curva sud del Bentegodi. Resta l’esposto dell’avvocato Roberto Bussinello – che originò l’apertura del fascicolo – nel quale ironizzava sulla «sordità» di chi sedeva allo stadio e in curva quel giorno. Chiedeva di indagare e di appurare la veridicità di quella segnalazione. E di essere avvisato qualora la procura avesse deciso di non proseguire l’indagine. Firmata la richiesta di archiviazione. Potrà fare opposizione.

Fonte: L’Arena

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