Coppa America: finita la prima fase

Damiano Conati

Nelle prime tre partite di Coppa America ne abbiamo viste di tutti i colori. L’eliminazione clamorosa del Brasile, l’esonero di Dunga, le delusioni Uruguay e Paraguay, ma anche la conferma della grande Argentina, che avanza facilmente con un Messi a mezzo servizio e senza i gol di Higuain, e tante piccole sorprese, sia di squadra che nei singoli giocatori. 
Tre sono i nomi di tre giovanissimi che non sono ancora sbocciati del tutto nei loro club e che sono finiti nel radar di molti direttori sportivi internazionali, Fusco compreso, sempre molto vicino alle sorti del calcio sudamericano. 

Il primo nome è quello di Marlos Moreno (Colombia), centravanti classe ’96 di proprietà dell’Atletico Nacional, uno dei club più importanti del campionato colombiano, arrivato in semifinale di Copa Libertadores anche grazie ai tre gol e tre assist di Moreno.

È veloce e tecnico e può adattarsi anche al ruolo di ala. Ricorda a tratti Tino Asprilla. Nonostante abbia davanti a lui molti veterani del calibro di Bacca, Cuadrado, James Rodriguez o Cardona, si è guadagnato il posto anche in nazionale: prima gara in panchina, seconda subentrato, terza titolare con gol. E ora avanti con la fase finale dove può stupire ancora.

C’è poi Adalberto Peñaranda, che è uno dei tanti talenti che sta mettendo in mostra in questa Coppa America la sorpresa Venezuela. Esterno d’attacco di sinistra o attaccante, classe ’97 di proprietà della famiglia Pozzo, lasciato al Granada del corso dell’ultima stagione. Il destino ha voluto che a scoprire questo giovane talento sia stato proprio l’attuale ct del Venezuela Dudamel. E ora è sempre lui a dargli una maglia da titolare in nazionale e a farlo diventare uno dei crack della kermesse sudamericana. 

Infine non è da sottovalutare Christian Pulisic, Usa. Giocatore straniero più giovane a segnare un gol in Bundesliga, più giovane giocatore a segnare due gol in Bundesliga, più giovane marcatore della nazionale statunitense, è un trequartista classe 1998 che ha un futuro già scritto. Ovviamente è già del Dortmund, ma dovrà fare molta gavetta per arrivare in alto. Anche se il percorso intrapreso è quello giusto.

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Damiano Conati
Ho 34 anni, sono sposato da 10 e ho tre bellissimi bambini. Laureato in Scienze della comunicazione, sono iscritto all'Ordine dei Giornalisti dal 2005. Giá collaboratore di molte testate locali, presidente di una società di basket, ho vissuto tre anni in missione in Brasile e attualmente lavoro come operatore sociale in Caritas Verona.

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