Cosa chiede Juric a Maurizio Setti

“Ho un’opzione in caso di salvezza, ma io ho sempre avuto un’idea: se sono convinto di allenare, bene, altrimenti posso anche star fermo. Non è un problema. Se il progetto mi piace io alleno, se la società la vede diversamente, sto fermo”. Ha le idee chiare mister Juric nella conferenza stampa pre-Milan.

Per la prima volta in stagione parla di un’opzione in caso di salvezza e soprattutto passa la palla alla società: datemi un progetto, io alleno, altrimenti si straccia anche l’opzione.

È difficile capire se Setti vorrà programmare come richiede il suo tecnico, perché progettare significa investire, vuol dire non accontentarsi più di prestiti e favori fatti da società amiche, ma anche metterci del proprio, prendere i soldi arrivati per Rrahmani e Amrabat per rinnovare alcuni contratti e inserire nuovi giocatori di proprietà. Però per aiutare nella scelta del presidente ci sono i numeri: Verona fuori dalla zona retrocessione, Europa ad un passo, super valorizzazione di alcuni giocatori, tantissimi soldi in entrata e ambiente felice. Cosa può fermare Setti nel continuare il progetto richiesto da Juric? Oggi è davvero difficile prevederlo.

Certo, Juric è esigente ed è lui stesso a ribadirlo: “Fino ad oggi con il Verona tutto bene. La società è diventata anche più potente e ricca ed è una bella cosa questa. L’obiettivo ora è salvarsi, la società, che nel frattempo è diventata più forte, deciderà cosa vuole fare poi. Di sicuro adesso non siamo ancora pronti a livello organizzativo per comprare giocatori e fare investimenti giusti e mirati”.

Ecco cosa chiede Juric: più organizzazione societaria, più investimenti, più giocatori di proprietà, insomma un progetto anche a lungo termine. Semplicemente chiede tutto ciò che tifosi e addetti ai lavori hanno chiesto per anni a Setti. Chiede quello che lo stesso presidente aveva detto al suo arrivo a Verona nel 2012. Forse è arrivato davvero il momento di mettere in pratica quelle promesse.

Damiano Conati

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