Così si resta in B, bisogna cambiare subito

Anticipo del venerdì sera per l’Hellas Verona che scende in campo contro la Cremonese per l’11^ giornata del campionato di serie B.

È la partita del ritorno al Bentegodi di Andrea Mandorlini, tra gli allenatori più amati dopo Osvaldo Bagnoli. Bella l’accoglienza al mister con i tifosi che hanno dedicato due cori incredibili al tecnico di Ravenna.

Fabio Grosso invece sorprende tutti con una formazione inaspettata: fuori alcuni giocatori importanti come Henderson (probabilmente uno tra i migliori in questo inizio campionato) Di Carmine e Pazzini, e una difesa non molto chiara con tre centrali è un terzino.

Inizia la contesa e dopo solo 3 minuti l’Hellas passa subito in vantaggi: calcio di punizione dalla sinistra battuto da Colombatto, bella incornata di testa di Caracciolo che insacca la rete del vantaggio.

È un bel Verona, massiccio e roccioso a centrocampo, veloce e propositivo davanti. Dall’altra parte gli ospiti cercano di arginare il più possibile le azioni offensive dei nostri non disdegnando di ripartire con palla sulle fasce per trovare il Cross a servizio del centravanti Brighenti.
Alla mezz’ora un pasticcio del guardialinee che alza la bandierina per presunto fuorigioco inganna Tupta che non interviene su un giocatore della Cremonese, il quale serve palla al centro per Arini che insacca la rete del pareggio.
Probabilmente è corretta la scelta del Direttore di gara che nel pieno esercizio delle sue funzioni non ascolta il suo collaboratore decidendo che non si tratta di fuorigioco.

Gli ospiti prendono ora coraggio e gli Scaligeri sembrano invece soffrire troppo. Al 38esimo bella ripartenza di Zaccagni che fa tutto da solo, arriva sul fondo e serve un Cross per Ragusa che di testa colpisce la traversa; sulla respinta interviene Calvano con un potente tiro di destro ma Radunovic para.
Si chiude il primo tempo.

Riprende il match e dopo qualche secondo un erroraccio di Caracciolo stava per compromettere la contesa;
Il verona fatica a trovare forza necessaria per riportarsi in vantaggio, troppi errori in ripartenza e poca lucidità.
Grosso al 12esimo inserisce due giocatori freschi: fuori Calvano e dentro Dawidowicz e fuori tra i fischi Cissè e dentro Di Carmine.

Tra Di Carmine, Tupta e Zaccagni sembra esserci una buonissima sintonia, e dai loro piedi passano le azioni più pericolose.
Gli spalti rumoreggiano pesantemente ora, manca un’idea di gioco e così non si va da nessuna parte. Una squadra che vuole andare in serie A non può non avere idee, non può costruire un’azione per poi passare palla al portiere.
Al grido olè i tifosi prendono in giro il tiki taka inconcludente del Verona.
Esce Zaccagni (fino ad ora il migliore in campo) alla mezz’ora ed entra Laribi.

È l’ennesima partita nulla di un Verona che non ha idee, e francamente così è difficile tornare in serie A.

Formazioni ufficiali:
Hellas Verona: Silvestri – Caracciolo – Marrone – Ragusa – Colombatto – Crescenzi – Cissè (12 2t Di Carmine) – Zaccagni – Calvano (12 2t Dawidowicz) – Tupta – Empereur. Allenatore: Grosso

Cremonese: Radunovic – Dos Santos (31 2t Marconi) – Arini (13 2t Croce) – Castrovilli – Brighenti – Mogos – Migliore – Greco – Perulli (25 2t Piccolo) – Terranova – Emmers. Allenatore: Mandorlini

Direttore di gara: Giua (Olbia)
Assistenti: Tardino (Milano) – Mokhtar (Lecco)
IV uomo: Ros (Pordenone)

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Stefano Pozza
Dopo il diploma di maturità classica, mi sono laureato in Scienze Politiche presso l'Università degli studi di Padova. Dal marzo 2012 sono iscritto all'Ordine dei Giornalisti, elenco pubblicisti. Nella vita di tutti i giorni lavoro come Buyer, e coltivo due grandi passioni: la politica e il giornalismo.

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