DS Udinese: “Del Verona non mi fido. Evangelista colpo importante”

Cristiano Giaretta, Direttore Sportivo dell’Udinese Calcio, è intervenuto ai microfoni di Radio Bellla & Monella, official radio dell’Hellas Verona. Ecco le sue principali dichiarazioni:

Direttore, domenica a Udine i Gialloblù incontreranno una formazione con il vento in poppa…

Sì, è vero, arriviamo da una gara vinta in modo importante a San Siro contro l’Inter. Dal punto di vista morale, quindi, siamo rinfrancati. Ma anche noi, prima di Milano, non venivamo da un grandissimo periodo, non solo da un punto di vista di risultati. Spero che questa gara, unita a quella del passaggio del turno con il Cesena in Coppa Italia, dia una spinta morale e di convinzione nei nostri mezzi.

Cosa ci dice invece del momento dell’Hellas Verona? Si fida dei Gialloblù?

Non mi fido assolutamente di questo Verona e dei problemi che si percepiscono dall’esterno. Noi, gente di calcio, abbiamo vissuto tutti dei momenti difficili, e il Verona sta attraversando sì un momento negativo, però sono quelle fasi in cui si crea compattezza e la squadra si unisce; vedo che è stato creato una sorta di silenzio stampa per isolare la squadra dalle polemiche e dalle parole male interpretate. Mandorlini sa il fatto suo, e la società sta lavorando sulle motivazioni, e questa è una partita di cui non mi fido. Il Verona ha meno punti rispetto alle partite che sta disputando e alla squadra che ha. Dobbiamo tenere le antenne ben dritte…

Udinese ed Hellas hanno in comune un grande affare: Nico Lopez.

Ho sentito Nico, è molto contento di tutto quanto, dall’organizzazione fino al calore dei tifosi. E poi sta trovando spazio in campo e ha segnato qualche rete… insomma, è davvero felice. Nico ha ancora margini di miglioramento altissimi, sta giocando un’annata molto positiva e quindi devo dire che il Verona sta lavorando molto bene con lui.

Al timone del Verona c’è, più solido che mai, un ex Udinese come Andrea Mandorlini…

Ho sempre stimato Mandorlini. Mi piacciono gli allenatori caratteriali, sanguigni, e lui è uno che tiene sempre sul filo del rasoio la squadra; sono sicuro che farà allenamenti molto intensi perché il suo carattere è quello, anche da giocatore metteva in campo grandi caratteristiche di valore agonistico. Sono cose caratteriali che hai dentro, dei valori molto importanti perché li trasmetti alla squadra.

In lui c’è grande fiducia, è a Verona da quattro anni e mezzo…

Infatti… io non sono uno di quelli che pensa che un allenatore non possa allenare una squadra più di tre anni. Altrimenti non mi spiegherei come Ferguson abbia potuto allenate il Manchester per 25 anni vincendo sempre. È questione di annate, lo scorso anno si è vissuto sull’entusiasmo della promozione, il secondo è sempre il più difficile perché devi dare delle conferme quando hai fatto un campionato di altissimo livello l’anno prima. Era quasi scontato che questa potesse essere un’annata difficile, ma credo che Mandorlini più di tutti abbia il carattere per tirare fuori da questa situazione la squadra. A partire dal 22 dicembre…

Che rapporto ha con il suo omologo e quasi coetaneo Sean Sogliano?

Ci sentiamo perché ci conosciamo da tempo immemore, da quando lui era direttore sportivo del Varese e io lavoravo nella Pro Sesto in C1. C’è stima reciproca, è un bravissimo ragazzo e un grande professionista, una di quelle figure a cui in questo momento la squadra si attacca perché è dotato di un certo carisma e una certa capacità gestionale. Un collega che stimo in maniera particolare.

C’è un “derby” in punta di fioretto che ha disputato con Sogliano, quello su Evangelista…

È un giocatore importante, sono molto contento perché le visioni che abbiamo avuto su di lui sono confermatissime dal vederlo quotidianamente in campo ad allenarsi. Un giocatore di grande prospettiva, che gioca nell’Under 21 del Brasile con cui farà il Mondiale in Uruguay. Anche il Verona ci aveva visto benissimo.

Sogliano le ha tolto il saluto, confessi… magari se a gennaio lo prestate all’Hellas la perdona.

Ci mancherebbe, sono scherzi del mestiere questi, una volta va bene e un’altra no. No, a gennaio rimane qui. Evangelista dovrà compiere un suo percorso in Friuli, sarebbe prematuro cederlo anche alla prossima estate, figuriamoci a gennaio.

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