Ecco perché Setti non deve scegliere D’Amico

Tony D’Amico resterà a Verona. Resterà come responsabile dello scouting, come è stato finora. Come resteranno Barresi e Margiotta nei loro ruoli di direttore operativo e responsabile del settore giovanile.

La presenza di Antonio Porta, tecnico della Primavera legato a Pecchia e Fusco, dipenderà anche da come terminerà il suo campionato. Potrebbe anche rimanere. Infine verrà introdotto Emanuele Righi nell’organigramma societario, che potrebbe diventate il vero braccio destro di Setti, di cui è amico da molti anni: da capire in quale ruolo, lui che a Bologna ha studiato da direttore sportivo, è stato allenatore tra i dilettanti, dirigente della Fortitudo Basket, giornalista e da un paio di stagioni a Verona è legato allo scouting. Non sarà comunque lui il diesse.

I nuovi arrivati saranno il tecnico della prima squadra e il direttore sportivo, appunto. Radio mercato relaziona della promozione del giovane Tony D’Amico dall’area scouting. Difficile che questa ipotesi prenda piede per vari motivi. Setti ci aveva anche pensato dopo l’addio di Fusco, ma ha capito presto che sarebbe stato meglio cercare un altro nome.

Il Verona, anche di facciata, ha bisogno di una sterzata, di un cambiamento radicale che dia credibilità dopo questa stagione disgraziata. Setti lo sa benissimo e promuovere un uomo di Fusco, tra l’altro giovane e con poca esperienza, vorrebbe dire fare il sequel di un film che non ha avuto successo. Setti non deve scegliere D’Amico come direttore sportivo perchè la piazza non lo vuole, a priori, essendo legato a chi c’è stato prima di lui e non è stato apprezzato. I tifosi, già arrabbiati e in contestazione, stanno mormorando in continuazione a riguardo. La stampa locale altrettanto. Dare continuità all’operato di Fusco dopo l’ultima stagione, senza dare almeno la parvenza di un taglio netto potrebbe essere deleterio. E Setti deve tenerne conto.

Infine D’Amico è pescarese. E se i tifosi del Verona non hanno mai dato fiducia, fin dal primo giorno, a Fusco e Pecchia per le radici o i trascorsi napoletani, cosa accadrebbe al ragazzo di Pescara?

Setti valuta perché sa di non poter sbagliare.

Tony D’Amico è una scommessa, sia da direttore sportivo, che da capo scouting. Non sappiamo se alcuni giovani molto interessanti arrivati nella squadra Primavera siano opera sua o di Margiotta e quali giocatori della prima squadra siano stati consigliati da lui e quali invece erano idee direttamente di Fusco o magari di Pecchia. Troppi sono i dubbi su Tony D’Amico, ora si attende l’ultima parola di Maurizio Setti.

Damiano Conati

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