Equivoci e sospetti

Sconfitta a parte, sono gli equivoci che spaventano il tifoso gialloblù. Il primo: gli equilibri, tanto cari al mister, non si vedono e la difesa colabrodo preoccupa. Secondo: la scossa del Presidente dopo il 6 a 1 di coppa non ha sortito alcun effetto. I giocatori non aumentano la cattiveria agonistica e non dimostrano quella mentalità vincente tanto invocata. Terzo: la squadra è perennemente falcidiata da infortuni e la condizione di chi va in campo sembra poco adatta a reggere tutti i 90′. Certo, le continue ricadute dei giocatori più rappresentativi, Sala e Obbadi su tutti, non aiutano a mettere ordine, ma così proseguendo saremo condannati ad un girone di ritorno di lacrime, sudore e sangue. Le vittorie con Parma e Atalanta paiono più figlie di estemporanee prestazioni altisonanti di singoli che di un gioco di squadra armonioso. Contro il Torino la sconfitta per 1 – 3 poteva essere ancora più pesante: in molte occasioni il Verona si è trovato in affanno a difendere in due contro tre. Ma la maggiore preoccupazione è rappresentata da un pensiero che continua a frullarmi nella testa: da sette giorni continuo a ripensare alle parole di Moras al termine della sconfitta palermitana. Intervistato in mixed zone del “Barbera”, il greco aveva dichiarato: “è il momento che tutti noi si giochi di squadra e si lascino perdere gli idividualismi”. Segnali che qualcosa non va nello spogliatoio? Questo è il sospetto che mi angoscia laddove non vorrei che molti dei problemi dell’Hellas derivassero da un insieme di giocatori forti singolarmente ma che non riescono a fare squadra. L’augurio è che il Verona mi smentisca già dal prossimo turno incasellando le mie paure solo come farneticanti elucubrazioni.

Michele Coratto

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Damiano Conati
Ho 34 anni, sono sposato da 10 e ho tre bellissimi bambini. Laureato in Scienze della comunicazione, sono iscritto all'Ordine dei Giornalisti dal 2005. Giá collaboratore di molte testate locali, presidente di una società di basket, ho vissuto tre anni in missione in Brasile e attualmente lavoro come operatore sociale in Caritas Verona.

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