Fernandinho: “Piacere, giocavo con Ronaldinho. Ora sono in Italia: un sogno”

Le dichiarazioni del nuovo attaccante gialloblù, Fernandinho, rilasciate durante la conferenza stampa di presentazione.

HO TANTA VOGLIA. MANDORLINI? UN VINCENTE
“Sono stato molto felice per la vittoria con l’Atalanta. Non ero in campo ma ho partecipato alla gioia della vittoria. Ho visto la squadra e devo dire che sono tutti molto bravi, il gruppo è molto unito. Qui a Verona ho ritrovato Rafael Marques con cui ho giocato insieme all’Atletico Mineiro, e conoscevo già anche Campanharo. Se sarò pronto per la sfida con il Palermo? Io non saprei dire, secondo me il preparatore atletico sa dare una risposta più concreta, ma posso dire che non vedo l’ora di entrare in campo e dare il meglio di me, lo desidero molto. Le qualità della squadra che mi hanno colpito di più? Ho notato che è un gruppo molto tecnico, i giocatori riescono a capire al volo cosa vuole l’allenatore. Quando mi sono trasferito ho cercato subito di conoscere questo paese e allo stadio ho visto i tifosi del Verona. E’ una tifoseria forte, molto calorosa, questo mi ha dato una carica incredibile. Il mio obiettivo è quello di aiutare tutta la squadra per poter uscire da questa fase un po’ pericolosa. La mia prima impressione su Mandorlini? La sua determinazione mi ha colpito, mi ha impressionato la sua voglia di vincere. E la fiducia che trasmette”.

LE MIE CARATTERISTICHE
“Io sono abituato a giocare come esterno, destro o sinistro non importa. Se Mandorlini vorrà utilizzarmi in un 3-5-2 non c’è problema, mi metto volentieri al servizio della squadra e dell’allenatore. Se ho trovato qualche difficoltà? Più che gli allenamenti, il problema è la temperatura, perché fa davvero molto freddo (ride, ndr). Ma non mi preoccupo più di tanto, ho degli obiettivi che voglio portare a termine a prescindere da tutte le difficoltà che posso incontrare. Per adesso rimarrò qui sei mesi, ma il mio contratto prevede la possibilità di rinnovare un altro anno e vorrei rimanere ancora di più, la città e la squadra mi piacciono molto. Quando ho saputo della trattativa con il Verona? All’inizio delle vacanze di Natale, un po’ prima dell’inizio del campionato brasiliano. E mi ha fatto felice sapere di questo interesse: non vedevo l’ora di essere qui”.

VI PARLO UN PO’ DI ME
“La mia storia è un po’ lunga. Sono nato a San Paolo ma sono cresciuto a Pernanbuco, vengo da una famiglia semplice e molto umile. Facevo qualche lavoretto alla mattina, poi al pomeriggio mi allenavo a calcio. Come tanti altri ragazzi in Brasile ho iniziato a giocare a pallone sulla spiaggia insieme agli amici. Ho passato tantissime difficoltà, ma queste avversità mi hanno fatto crescere. Ricordare il passato è un po’ triste, parliamo di cose belle, qui sono felice e voglio pensare a questo. Quando sono arrivato al San Paolo mi hanno dato questo nomignolo affettuoso, Fernandinho, per scherzare sulla mia statura, che poi è diventato il mio soprannome. Una volta mi hanno confuso con l’altro Fernandinho (Fernando Luiz Rosa, ndr) in occasione di una convocazione in nazionale, la mia famiglia ha pensato che fossi io (ride, ndr). Perché ho scelto il numero 70? Il 7 è un numero che mi piace molto, avrei voluto prendere il 77 ma era già occupato. Nella mia carriera ho giocato anche con il numero 11. I miei idoli? Seguivo con piacere Ronaldinho con cui ho giocato, lui è un vero fenomeno. Sono sempre stato anche un grande fan di Rivaldo. Adesso sono in squadra con campioni del calibro di Marquez, Saviola e Toni. Ringrazio Dio per questa possibilità, voglio dare il massimo insieme a loro. Il mio sogno fin da piccolo era quello di giocare in Europa. A mio parere la Serie A italiana resta sempre uno dei migliori campionati. Ci hanno giocato grandissimi campioni, come Zanetti e Gattuso, che hanno sempre messo in campo determinazione e carattere. Qualche trattativa prima del Verona? Circa due anni fa c’è stato qualche contatto con l’Inter, ma nulla di concreto”.

Fonte: Ufficio Stampa H. Verona FC

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