Gollini: “Reagiamo alla sfortuna e non piangiamoci addosso”

Le dichiarazioni del portiere Pierluigi Gollini, rilasciate durante l’intervista esclusiva alla trasmissione ‘Questo è il Verona’ in onda sulla official radio RadioBellla&Monella.
CON L’UDINESE PARTITA IMPORTANTE

«Il momento del Verona? La verità è che abbiamo avuto sfortuna, anche se non bisogna piangersi addosso. Ci sono i momenti in cui le cose non girano, bisogna essere compatti, uniti, dare il 110% ed arrivare alla vittoria che ci manca. Abbiamo giocato belle partite, pareggi contro grandi squadre, è un dato di fatto. Abbiamo avuto anche tanti infortuni. Bisogna stare uniti, pensare all’Udinese e prendere questi tre punti che ci meritiamo tutti. Sarà una battaglia, vogliamo vincere. Sarà fondamentale l’aiuto dei tifosi, quando si gioca da noi è un’altra cosa, il Bentegodi è il Bentegodi. Daremo tutto. Di Natale ha promesso di segnare? Spero che per festeggiare il compleanno aspetti la settimana prossima (ride, ndr). Faremo di tutto per non far segnare né lui né altri dell’Udinese. Abbiamo bisogno di punti, sono quelli che fanno lavorare meglio e con più serenità. Dobbiamo ancora vincere ma ce lo meriteremmo e speriamo di sbloccarci».

 

IL RUOLO DEL PORTIERE

«La concentrazione è fondamentale, ma anche l’aspetto psicologico fa la differenza. Fai 4 o 5 belle parate e salvi il risultato, poi fai un errore e magari la tua squadra pareggia o perde, quindi è un ruolo molto complicato. Bisogna avere equilibro, gestire i momenti positivi e negativi. Un commento su Ermes Morini? Un’ottima persona, un allenatore molto bravo. Mi trovo benissimo con lui, ogni tanto si litiga, ci si confronta, tutte che ci stanno e che fanno crescere. Mi ha dato una grande mano da quando sono qui, per me è un punto di riferimento. Quando possiamo ci mettiamo in un altro campo e facciamo un allenamento tecnico tra portiere e quando ci chiama la squadra andiamo con loro. Il mio esordio con l’Atalanta? Sono molto contento di aver fatto un gradino in più, punto a migliorare e crescere. Spero di giocare più partite possibili, ma tocca a me farmi trovare pronto quando sarà il momento. Con Rafael ho un ottimo rapporto, che non è cambiato nel tempo. Sono arrivato l’anno scorso, mi è stato di grande aiuto e mi ha fatto crescere. Sono contento di lavorare con lui e anche con Coppola, grande esempio e grande persona. Come mi trovo con Nando? Quando c’è da sgridarmi non si fa problemi (ride, ndr). Mi dà tanti consigli a 360 gradi, non solo legati all’aspetto tecnico, spesso mi accompagna anche agli allenamenti. In questi primi anni a Verona ho trovato non solo giocatori ma anche uomini».

 

LA MIA STORIA

«Ho iniziato in attacco, man mano che passavano gli anni sono retrocesso di posizioni. A Poggio Renatico e alla SPAL giocavo da difensore. Mi era sempre piaciuto il ruolo del portiere quando potevo con gli amici in porta, mi facevo regalare i guantoni. Un giorno chiesi al preparatore della SPAL se poteva farmi giocare in porta, lui accettò, feci alcuni tornei da portiere. A fine stagione mi dissero “Sei confermato, decidi tu dove giocare”. E io ho deciso di giocare in porta. Nell’esperienza a Manchester ho vissuto questa cosa in prima persona e penso sia una cosa fantastica, uno stimolo per i ragazzi più giovani e una responsabilità in più per i più grandi. C’erano Giggs e Ferdinand, appena arrivato vennero a darmi la mano, mangiavo accanto a loro. È stata un’esperienza indimenticabile».

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