Gomez: “Che emozione segnare al Bentegodi contro Vicenza e Juventus”

Juanito Gomez (Foto di Beretta Emiliano)

Juanito Gomez, ospite della trasmissione “Questo è il Verona” di Radio Bellla&Monella, racconta a 360 gradi la sua lunga esperienza in gialloblù che l’ha portato a disputare il suo terzo campionato consecutivo in serie A.

“Con tanto entusiasmo riparto dal terzo anno consecutivo in serie A con la maglia dell’Hellas. Il mercato ha portato rinforzi importanti e faremo tutto il possibile per raggiungere in tempi rapidi l’obiettivo della Salvezza. Chi è arrivato si è unito al gruppo con grande entusiasmo e sta già dando il massimo per questa maglia. In attacco sono stati inseriti giocatori forti che fanno ben sperare per il futuro. Oltre a Pazzini, che non ha bisogno di presentazioni, penso a Luca Siligardi, che già conoscevo per averlo sfidato più volte sul terreno di gioco. Per quanto mi riguarda invece, sono molto soddisfatto di essere rimasto a Verona perché continuare a far parte di questo gruppo era quello che volevo di più. Sedermi ad un tavolo con Bigon e trattare il rinnovo è stato semplicissimo: da entrambe le parti c’era la volontà di ripartire insieme e alla fine abbiamo trovato l’accordo. Le mie caratteristiche? ormai le conoscete tutti: nasco attaccante esterno ma mi adatto a ricoprire anche il ruolo di prima punta. L’ho fatto tante volte a Gubbio e in qualche occasione anche al Verona in serie B. Tra i gol che ricordo più volentieri c’è quello al Vicenza, entusiasmante perché realizzato in un derby molto sentito dai nostri tifosi. Tuttavia non posso dimenticare le reti degli ultimi secondi contro la Juventus: incredibili ed emozionanti perché segnare ai bianconeri, da anni Campioni d’Italia. Una vera libidine. Alla “Vecchia Signora” spero di farne tanti altri, magari un decisivi per la vittoria e la salvezza del Verona. Ora invece arriva il Torino, squadra contro la quale ho segnato il mio primo gol nel massimo campionato. Spero di ripetermi. Dopo tanti anni trascorsi qui a Verona ricordo con piacere il primo anno con Remondina quando sono stato immediatamente colpito dallo stadio e dal calore della gente. Personalmente è stato un anno un po’ complicato ma l’entusiasmo di essere arrivato in una piazza che per la serie C era sprecata era enorme. Da allora sono passati tanti anni e l’esperienza accumulata in Italia mi ha aiutato a crescere e a scalare le categorie partendo dal basso. Devo ammettere che sono stato anche fortunato nell’incontrare sulla mia strada di professionista prima il Gubbio e poi il Verona. Simoni e Mandorlini hanno creduto in me e che mi hanno fatto fare il salto di qualità. Le differenze tra il calcio giocato in Argentina e in Italia? Nel mio paese giochi per il gusto di divertirti, per cercare il tunnel o il colpo ad effetto mentre qui è tutto più tattico”.

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