Il mercato della Primavera

di Damiano Conati

Non solo la prima squadra, ma anche la Primavera è stata un po’ trascurata in sede di mercato.

Già in estate si aveva avuto l’impressione che la società avesse investito il minimo indispensabile. Erano partiti quasi tutti i senatori del 1996, per lasciare spazio ai baldi giovani della squadra Allievi, classe 1998. Annata di grande prospettiva, non c’è dubbio. Ma le priorità sembravano essere altre: la sostituzione di Tentardini, Pippo Boni e Cappelluzzo.

Invece e’ arrivato il fuori quota Franchetti, che tra l’altro non ha quasi mai giocato, seguito da Lancia, Tupta e Tronco, tutti attaccanti esterni ma non prime punte. Pavanel ha quindi dovuto cambiare il consueto 4-3-3 per adattarlo ai giocatori a disposizione. Buon per lui che e’ riuscito lo stesso a costruire una squadra competitiva. Nel frattempo però la prima squadra perdeva Toni e Pazzini per infortunio e la Primavera non aveva un attaccante con le caratteristiche richieste da Mandorlini da prestare…

E niente è stato fatto nemmeno in questa sessione di mercato dove, con Checchin in pianta stabile nella rosa di Delneri e Guglielmelli con alcuni problemi fisici, c’era sicuramente bisogno di rinforzi in linea mediana. Invece zero acquisti, se non due ritorni: Salifu, classe ’96, scartato in estate dal Latina e in questi primi mesi di stagione dalla Pro Patria in Lega Pro, e il peruviano Adrian Bruno Cerda, classe ’98, dopo pochi mesi in prestito al Mori Santo Stefano in Eccellenza.

Per fortuna della società, in panchina c’è l’artista Pavanel, che sta creando ancora una volta un capolavoro nonostante i pochi mezzi a disposizione. La speranza di raggiungere i play off è più che mai vivida ma lo sarebbe stata maggiormente se solo fosse stato apportato qualche ritocco degno di questo nome. L’imperativo resta sempre il solito: fare di necessità virtù..

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