Il miglio verde

di Massimo Recchia 



Il Marcantonio Bentegodi come il blocco “E” del braccio della morte di Could Mountain ed il miglio verde come gli ultimi sedici metri dell’area gialloblu’. Ebbene lo spazio citato da King come ultimo tragitto di strada prima dell’incontro con la “vecchia scintillante” e con la fulminazione, nell’era mandorliniana rimane affollato, quasi una certezza di popolo per ritardare l’ineluttabile fine. Il nuovo capo delle guardie adesso toglie detenuti e guardie, lascia metri e calpestio libero per consegnare libertà e tempo residui al condannato. La distanza che un qualsiasi Evangelis o Mattia avranno sarà maggiore e si innalzera’ il loro senso di attenzione. In realtà il miglio verde dei 16 metri dava garanzia agli occupanti favorendo disattenzione, calo di responsabilità e concentrazione proprio per la condivisione delle colpe. Non sarà più così, detta il buon Luigi, chi difende sarà lasciato solo con l’accelerazione del battito cardiaco e pupilla allargata. Andrea John Cofeey non se ne sarà andato invano. 

1 COMMENTO

  1. Questo Recchia è il più folle scrittore che abbia mai letto. Meraviglioso e competente.Quasi quasi ve lo rubo..

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