La solita storia

di Enrico Brigi

Ancora un pareggio e per di più a reti bianche mentre la casella delle vittorie rimane ancora desolatamente vuota. Contro il Torino le cose sono andate qualcosina meglio sotto l’aspetto difensivo – per la prima volta dall’avvento di Delneri la squadra ha terminato l’incontro senza subire reti – ma persiste, invece, l’imbarazzante sterilità in zona gol. Davanti a un avversario in evidente difficoltà i gialloblù hanno mostrato tanta buona volontà ma per vincere le partite servono altri ingredienti che al momento sembrano non appartenere agli uomini di Delneri. La squadra è scesa in campo con determinazione e coraggio, arginando come meglio poteva l’offensiva granata, pronta a ribaltare l’azione ogni qualvolta se ne fosse presentata l’occasione. L’unico squillo di tromba che si ricordi, tuttavia, è una conclusione di Ionita dalla media distanza dopo nemmeno cinque minuti di gioco respinta in angolo con bravura da Padelli. Per il resto, a parte un timido tiro di Pazzini nei venti minuti finali, sul taccuino dell’incontro non risulta altro di particolare rilievo da segnalare. Il fatto che Gollini e Moras siano risultati i migliori in campo la dice lunga sul tenore degli attacchi gialloblù. Il match dell’Olimpico, tralasciando per un attimo il divario in classifica, era la classica partita da vincere. La compagine granata, a parte qualche scorribanda del “figliol prodigo” Ciro Immobile, è apparsa poco concreta e confusionaria, sicuramente preda dell’atmosfera di tensione con la quale è costretta a convivere da qualche settimana. Di questo, però, i gialloblù non hanno saputo approfittarne a dovere, anzi, nei trenta minuti finali hanno quasi dato l’impressione di accontentarsi del pari. Benzina finita o remi già in barca? Chissà, la risposta non è cosi semplice da trovare. Oltre alla classifica oramai praticamente compromessa – nonostante i giocatori si ostinino a dire di crederci sino alla fine la realtà è difficile da nascondere – nella testa degli uomini di Delneri non ha certo giovato la convivenza con un mercato aperto sino alle 23 di lunedì. L’azione di disturbo arrecata dalle trattative, infatti, con il passare degli anni è diventata un vero e proprio handicap, specialmente quando la situazione di classifica richiederebbe esattamente l’opposto. Nel caso del tecnico gialloblù, aver visto partire per altri lidi due giocatori da lui considerati come fondamentali come Hallfredsson e Sala a meno di 48 dal match se non è un “colpo basso” poco ci manca. A tal proposito, come scritto qualche giorno fa, nell’ambiente gialloblù inizia a materializzarsi la sensazione che la società, a parte le consuete dichiarazioni di facciata, abbia già alzato bandiera bianca, iniziando a volgere lo sguardo verso la probabile prossima serie cadetta. Che poi questo possa significare oculata programmazione o, ancor peggio, preoccupante smobilitazione nessuno ha la sfera magica per saperlo. L’ultima giornata di contrattazioni metterà finalmente la parola “fine” a questa pesante turbolenza e , forse, sarà possibile conoscere meglio le reali intenzioni future di Via Belgio. Nel frattempo il popolo gialloblù, nonostante tutto, attende fiducioso…

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