L’Hellas Verona e la gestione di un Club di calcio: il Presidente Setti “docente” al Polo Liceale ‘Giuseppe Mazzatinti’ di Gubbio

Allo scoperta del modello Hellas Verona, per scoprire e capire come si gestisce un Club di calcio, che ai giorni d’oggi è una vera e propria azienda. Sono stati questi i temi portanti – unitamente alle dinamiche e alle ripercussioni anche economiche causate dalla pandemia del Covid-19 – sui quali il nostro Presidente Maurizio Setti, collegato dalla sede dell’Hellas Verona, ha relazionato approfonditamente – non senza riferimenti alla propria esperienza personale di Presidente – nel corso di una video conferenza di un’ora con gli studenti del Polo Liceale ‘Giuseppe Mazzatinti’ di Gubbio, segnatamente con le classi iscritte all’indirizzo sportivo. 

L’istituto eugubino conta cinque indirizzi (artistico, classico, scientifico, sportivo, scienze umane) con circa 920 studenti. L’indirizzo Sportivo, in particolare, è attivo da sei anni e tra le materie formative figura Diritto ed economia dello sport. In questo periodo, con la didattica a distanza, gli studenti si stanno occupando delle Società Sportive professionistiche del calcio relativamente agli assetti, alla gestione, ai ricavi, ai costi.

In quest’ottica si è collocato, anche per stimolare ulteriormente i giovani in questo momento didatticamente non facile, l’incontro con un Presidente di Serie A di un club di radicata tradizione.

Dopo una accurata relazione circa le dinamiche e i processi del modello gestionale dell’Hellas Verona, Maurizio Setti ha risposto con apprezzata disponibilità alle numerose domande degli studenti che hanno partecipato alla videoconferenza, moderata da Massimo Boccucci, docente del corso di giornalismo al Polo Liceale ‘Giuseppe Mazzatinti’, nonché Direttore Responsabile dell’agenzia Infopress e ‘firma’ del Corriere dello Sport-Stadio.

 

Di seguito alcuni estratti della video conferenza del Presidente Maurizio Setti:

Anche per quanto riguarda il calcio la pandemia di Covid-19 è stata un duro colpo. Questo settore, in Italia, dà lavoro a circa 300.000 persone: ci sono moltissime figure professionali distanti dai calciatori e dai loro guadagni che però col pallone ci vivono e che sono fondamentali per la sopravvivenza del movimento. Per questo è importante ripartire e portare a termine la stagione, con un protocollo guidato dal buon senso. Siamo un’industria importante, con i suoi costi e i suoi ricavi, molto diversa dai tempi nei quali il calcio era sostanzialmente un investimento passionale degli imprenditori più facoltosi. L’Hellas Verona, da questo punto di vista, ha sempre cercato di avere una gestione intelligente dei costi perché, in questo mondo, gli errori si pagano a caro prezzo. Per i club della nostra dimensione le idee e la passione sono fondamentali: non possiamo competere sul piano del budget con le società più grandi, ma con determinazione e applicazione può succedere – come è capitato a noi quest’anno – di battere squadre del calibro della Juventus, che ha un fatturato dieci volte il nostro. E poi c’è il Settore Giovanile, linfa vitale per una società come la nostra. Kumbulla ne è un fulgido esempio: è con noi fin dai Pulcini e oggi gioca in Serie A con addosso gli occhi dei più grandi club europei. Tornare a giocare, dopo il parere positivo del comitato tecnico scientifico, è importante per attutire il contraccolpo economico e per riprendere a svolgere la grande funzione sociale che ha il calcio in Italia. Anche nelle settimane più difficili il nostro messaggio è stato di speranza e coerente con le tantissime attività benefiche che portiamo avanti da molti anni. Il sociale è per noi importante, non porta ricavi ma regala sorrisi e speranza a quante più persone possibili nel nostro territorio, e non solo. La nostra speranza è anche quella di riportare i tifosi allo stadio: abbiamo oltre 30.000 posti agibili al Bentegodi e circa 10.000 abbonati. Con la giusta procedura, in un numero congruo al momento e con le giuste precauzioni, penso si possa restituire ai tifosi la possibilità di esserci, specie se la curva dei contagi scenderà ulteriormente. Ne guadagnerebbe anche lo spettacolo. Quello che invece voglio dire agli studenti è di scegliere il proprio percorso seguendo la propria passione: il lavoro è qualcosa che ci accompagna per tutta la vita ed è fondamentale scegliere di viverlo facendo qualcosa che ci piace”. Fonte: hellasverona.it

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Stefano Pozza
Dopo il diploma di maturità classica, mi sono laureato in Scienze Politiche presso l'Università degli studi di Padova. Dal marzo 2012 sono iscritto all'Ordine dei Giornalisti, elenco pubblicisti. Nella vita di tutti i giorni lavoro come Buyer, e coltivo due grandi passioni: la politica e il giornalismo.

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