L’internazionalizzazione della meschinità

La violenza ha sempre trovato pur troppo posto in seno al tifo calcistico, dagli hooligans britannici alla teppaglia nostrana. La storia del tifo, di certo tifo è anche storia di rappresaglia, di imboscate, di scene di guerriglia urbana.

La bella Verona è stata marchiata a fuoco negli anni dalla nomea di terra xenofoba e inospitale a causa anche e soprattutto di quanto manifestato da uno sparuto gruppo di estremisti che fino ad oggi avevano trovato la loro più becera bravata nel manichino appeso in curva Sud, irridente un fantomatico giocatore di colore e l’allora presidente Mazzi.

Questa non è Verona, questo poco o nulla ha a che fare con i colori che amiamo.

Questo ha a che fare con estremismo e violenza, fisica o verbale poco importa, che non aggiungono nulla allo sport, al calcio, all’Hellas e tolgono anzi molto a noi veronesi, a Verona ed al Verona.

Aggiungere all’abituale diatriba contro Napoli, alcuni tifosi della quale squadra ben si sono distinti anche in anni recenti con altrettanta violenza, verbale e fisica, un riferimento al conflitto folle e atroce che sta sconvolgendo il mondo e distruggendo un paese, verso il quale la nostra città gareggia con molte altre in solidarietà, significa portare ad un livello più alto un estremismo cieco e bieco.

Nella stagione nella quale la nostra squadra non raggiungerà probabilmente la qualificazione alle competizioni europee, perché troppo fragile e incompleta, dopo aver raggiunto una storica salvezza, Verona viene portata alla ribalta per il livello internazionale di meschinità e povertà intellettuale e morale espressa da pochi.

Questi pochi non trovano, infine, di meglio che completare l’opera raccapricciante firmandosi con il nome che maggiormente rappresenta il cuore della nostra passione.

No, signori, voi non siete Verona, non siete il Verona, non siete la Curva Sud.

(Gino l’Onto)

 

Questo articolo rimarrà l’unico per Hellasnews nell’intera giornata del 14 marzo per condannare ancora di più atti che incitano all’odio, alla violenza e alla discriminazione.

Foto: twitter Hellas Verona

 

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