Martic: “Mi ispiro a Lahm per diventare grande”

Le dichiarazioni del nuovo acquisto gialloblù, Ivan Martic, rilasciate durante la conferenza stampa della sua presentazione.

IL MIO RUOLO A VERONA
“Da quando ho saputo di venire a Verona ho guardato le ultime partite della squadra. Sono dispiaciuto per le partenze di Cacciatore e Pillud, due ottimi calciatori, ma sono anche contento perché per me ci sarà più spazio sulla fascia destra. Al San Gallo, nelle giovanili, giocavo come esterno alto. Sono passato solo successivamente a fare il terzino. Penso di essere un fluidificante, mi piace giocare in attacco e spingere molto. Mandorlini sa cosa posso dare, conosce le mie caratteristiche migliori. Nelle ultime due amichevoli ho provato ad applicare quanto mi chiedeva l’allenatore in allenamento, e giorno dopo giorno mi trovo meglio. Devo migliorare molto nella parte tattica, che in Svizzera non è seguita. Anche Bordin sa quello che vuole, ed è molto bravo ad insegnarlo. Vuole che io copra meglio la posizione in campo, e capisco sempre di più quello che mi chiede. Sono certo che darò il mio apporto alla squadra. Io sicuro e rilassato nelle amichevoli? Contro il Rubin è stata una sfida molto impegnativa, io sono calmo come persona e in tutte le partite cerco di dare tutto me stesso, tutto quello che ho per aiutare la squadra a fare risultati”.

VERONA, MAI AVUTO DUBBI
“Successivamente ad una partita di Europa League, ho avuto il primo contatto. Dopo l’interesse del Verona io mi sono subito mostrato disponibile, ed ero contento. Con il direttore sportivo Sogliano ho trovato l’accordo ed ho firmato il prima possibile. Da quando sono arrivato ho trovato un gruppo fantastico, l’ambiente mi ha aiutato molto e mi sento a mio agio. Ho subito legato con Artur Ionita, mio compagno di camera che mi aiuta con l’italiano. Parlo e mi trovo bene con tutti. Il campionato in Svizzera è finito il 18 maggio, avevo molto tempo per prepararmi con la tabella degli allenamenti che mi ha consegnato il Verona. Volevo arrivare in forma qui in ritiro, mi sento bene e voglio dare il mio contributo in questa stagione”.

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“Sapevo del bel tifo, ma non mi aspettavo un’accoglienza del genere. Ho sentito parlare della tifoseria gialloblù, ma la presentazione mi ha sorpreso e non vedo l’ora di giocare per sentire questo calore per tutta la stagione”.

IL MIO RAPPORTO CON L’ITALIANO
“Da quando sono qui ho iniziato ad imparare l’italiano, a studiarlo. Giorno dopo giorno sto conoscendo qualche parola in più e presto lo parlerò bene. Quanti vocaboli conosco? Ne so abbastanza, mi manca metterli insieme ma tra un paio di mesi farò la prima intervista interamente in italiano”.

TANTI TATUAGGI, TANTI SIGNIFICATI
“Io sono molto credente, Dio mi aiuta anche in questo. I tatuaggi sono dedicati alla mia famiglia o a altri significati molto importante per me. La religione è fondamentale nella mia vita, da qualche parte la forza dovrà pur venire. Io rispetto le idee di tutti, ed i sudamericani la pensano come me riguardo la religione”.

PHILIPP LAHM E IL NUMERO DI MAGLIA
“Philipp Lahm, terzino del Bayern Monaco e campione del mondo, è il mio punto di riferimento per il ruolo. Guardo anche i terzini italiani, per imparare qualcosa di importante. Come numero di maglia mi piacerebbe indossare il 21, ma è già di Juanito Gomez. Cercherò qualcosa di simile, come il 71”.

SVIZZERA O CROAZIA?
“Ho passato molto tempo in Svizzera, ma sono nato in Croazia. Devo tanto alla Svizzera, paese in cui sono cresciuto e dove ho imparato tanto. Al momento non ho ancora preso una decisione, lo farò quando e se arriverà una chiamata”.

Fonte: Ufficio Stampa Hellas Verona

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