Mercati a confronto. Meglio oggi che un anno fa

Di questi tempi un anno fa il Verona si preparava a sfogliare i giornali e a trovarsi decine di 4 e 5 nelle grandi pagelle del calciomercato. Rrahmani, chi è costui? Amrabat era più una filastrocca che un giocatore, Pessina arrivava dall’anonimato, Verre dalla B. Addirittura Juric era costretto a far giocare uno della Primavera, tale Kumbulla. Senza contare i bolliti Veloso e Lazovic, scarti del Genoa, come pure Günter e Salcedo. Era un Verona che arrivava da un campionato di B disastroso, che cambiava allenatore e che si affidava a un presunto bomber, l’unico pagato parecchi quattrini: Stepinski.
Tutti sanno com’è finita quella stagione.
Oggi sfogliando i giornali nazionali i giudizi non sono cambiati rispetto a un anno fa. 4, 5, addirittura un 3,5 al mercato del Verona!
Ma se un anno fa avessimo scritto che arrivava Benassi e non Pessina? Che sarebbe arrivato Barak e non Amrabat? E che il nuovo attaccante era Kalinic e non Stepinski, che voti avrebbe preso il Verona?
Ma non sta solo nei nomi la differenza del mercato scorso con quello attuale. Un anno fa si partiva da una banda indefinita di giocatori in prestito. Oggi non c’è nessun prestito secco, sul solo Salcedo c’è il diritto di recompra da parte dell’Inter e la squadra è completamente composta da giocatori di proprietà o che potranno diventarlo a fine stagione.
Quindi: nomi più importanti e cartellini di proprietà. Ma non è tutto. Il nuovo Verona è anche più giovane, con la media età inferiore rispetto all’anno scorso, il monte ingaggi è simile, ma i valori di mercato dei giocatori sono notevolmente aumentati, anche grazie alla splendida stagione scorsa. La società sta meglio economicamente, si è rinforzata nel reparto scouting con Milanetto e Cristallini e si rinforzerà nella stanza dei bottoni con Pantaleo Longo. La Primavera non ha cambiato la propria filosofia, anche se ha goduto dei fasti della prima squadra e nell’affare Kumbulla si è notevolmente rinforzata con giocatori di prima fascia come Diaby e Cancellieri.
È vero. D’Amico poteva portare un trequartista in più, magari dal nome importante. Ci ha provato, ma i parametri di ingaggio erano limitati e non ci è riuscito. Come non ce l’ha fatta a vendere tutti i fuori rosa, ma il post Coronavirus ha reso il mercato delle serie inferiori più complicato e qualche esubero in squadre di A era da mettere in preventivo. Poteva andare meglio, ma il confronto con l’anno scorso non regge. Juric, che ha firmato in estate per un progetto triennale, quest’anno si trova ai nastri di partenza con una buona squadra, più forte di quella che aveva in mano un campionato fa. Ora la parola passa al campo.

Foto: profilo twitter Hellas Verona

Damiano Conati

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