Mercato Hellas: sul ponte sventola bandiera bianca

Di Damiano Conati

La Società Hellas Verona probabilmente non ha ben chiaro un aspetto: agli occhi del tifoso moderno contano due tipi di calcio. Contano il calcio giocato e il calcio mercato. Per enfasi mediatica, tempistiche, speranze che in esso vengono riposte, sogni e organizzazione, forse certe volte è addirittura più importante il secondo.

Chiaro che per una società sportiva deve risaltare per lo più il risultato sul campo, ma attenzione che anche tutta la parte dei bilanci, delle plusvalenze e dei giocatori da scoprire e lanciare passa dal mercato.

Contro il Padova abbiamo probabilmente assistito ad una commedia dell’assurdo. In campo l’Hellas fa 78% a 22% di possesso palla, tira 15 angoli a 3, ma per 80 minuti non calcia mai in porta. In compenso viene preso a pallonate dall’ultima in classifica, da due ex che erano fuori a Verona (uno fuori rosa, l’altro fuori dal progetto tecnico) e se ne torna a casa con le ossa rotte. In più a fine gara il tecnico e il direttore sportivo, in una delle sue rarissime interviste pubbliche, dichiarano all’unisono che dal mercato non arriverà nessuno. Per il tifoso, insomma, oltre al danno anche la beffa: è come sparare sulla Croce Rossa e poi tagliare pure le gomme. Il Verona non ha nessun gioco e non ci vengano a dire che in dicembre il Verona giocava bene, perchè ha chiuso ogni partita con il proprio portiere migliore in campo. E questo qualcosa vorrà pur dire. L’obbiettivo è il mero possesso palla, niente grinta, no alle verticalizzazioni e pochissimi tiri in porta. E ora anche niente calcio mercato.

Un mesetto fa, in un’altra breve intervista, D’Amico si diceva rammaricato del fatto che la piazza non capisce quanto impegno ci stia mettendo questo gruppo dirigenziale. Ha ragione: davanti alla mancanza di calcio giocato e di calcio mercato la piazza non lo capirà mai. Questa Società ne dia dimostrazione e poi giornalisti, addetti ai lavori e tifosi inizieranno a capirla. Oggi tutto questo è impossibile.

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Stefano Pozza
Dopo il diploma di maturità classica, mi sono laureato in Scienze Politiche presso l'Università degli studi di Padova. Dal marzo 2012 sono iscritto all'Ordine dei Giornalisti, elenco pubblicisti. Nella vita di tutti i giorni lavoro come Buyer, e coltivo due grandi passioni: la politica e il giornalismo.

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