Moras: “L’obiettivo resta la salvezza”

Le dichiarazioni del difensore gialloblù, Evangelos Moras, rilasciate a Sky Sport 24.

HELLAS, UNA SQUADRA E UNA PATRIA
“E’ sempre stato un piacere essere parte di questa squadra. L’Hellas per me è diverso, speciale, non mi stancherò mai di dirlo. Sono carico come lo scorso anno, voglio fare un’altra grande stagione. Il Mondiale? Ero quasi sicuro di non essere convocato, invece è arrivata la migliore delle sorprese, specialmente in quel periodo non facile. E’ stata una grande gioia, l’ho vissuto molto bene pur non giocando. E’ stato intenso come se fossi sceso in campo, l’ho vissuto come il mio ultimo Mondiale”.

SI RIPARTE CON I NUOVI ARRIVI
“Tanti compagni greci? Mi doveva capitare prima o poi, e quale miglior squadra dell’Hellas per realizzare questa situazione? Tachtsidis non vedeva l’ora di tornare, mentre Lazaros mi ha chiesto durante il Mondiale come fosse questa piazza e non ho esitato a dirgli di venire. Qui c’è un progetto importante e la squadra cresce, a mio parere entrambi hanno fatto la scelta giusta. Rafa Marquez? Il suo arrivo è una cosa positiva, è molto bello averlo in squadra. Insieme a lui vogliamo migliorare, e servirà il sacrificio di tutti per farlo. La nuova stagione? L’obiettivo resta la salvezza, da raggiungere il prima possibile per provare a fare qualcosa in più. Quello che succederà, però, nessuno lo può sapere a priori”.

#SAVEDIMITRIS, NON SOLO UN MALE
“La malattia di mio fratello Dimitris? Inizialmente non ho detto nulla per tenere privata la faccenda, poi avendolo visto di persona ho deciso di uscire allo scoperto. Lui vive la malattia, nonostante sia un male che può portarti via da un giorno all’altro, come una cosa normale e semplice. Questo ci ha reso più facile stargli vicino e mi ha convinto a divulgare la sua storia perché tutti sappiano che donare il midollo non è complicato come in passato. E’ una cosa semplice e indolore, ma può salvare una vita, solo per questo l’ho fatto sapere. Molti credono il contrario, così con molto piacere voglio testimoniare che non è così. La maglia di Superman? E’ stata un’idea dei ragazzi che ci hanno assistiti in Australia, tutti i nostri parenti e amici della comunità greca. Superman però non sono io, è Dimitris, solo lui può capire com’è passare un simile problema, noi possiamo solo dargli forza. E’ stato bello quando tutta la squadra ha indossato la nostra stessa maglietta, siamo un gruppo che si aiuta sempre nei momenti di difficoltà. Anche vedere tutti quei tifosi, tutti quei messaggi, è stato stupendo. E’ difficile esprimere e spiegare quello che ho provato. Questa vicenda mi ha ulteriormente avvicinato a Dimitris, non potevo neanche immaginare che potesse succedere una cosa simile del resto. Lo avevo un po’ perso, vedendolo solo d’estate perché vivo lontano da casa. Ora vedo le cose diversamente, prendo tutto questo come un’esperienza che mi fa vivere in un altro modo”.

Fonte: Ufficio Stampa Hellas Verona FC

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