Nuovo capitolo di una stagione segnata

di Enrico Brigi

La speranza sarà anche l’ultima a morire ma se i tre punti non arrivano nemmeno dopo la partita vista contro il Genoa diventa in tutta onestà difficile pensare di riuscire ad imprimere una decisa svolta a questa stagione. Contro gli uomini di Gasperini i gialloblù hanno cercato sino all’ultimo quella vittoria che manca oramai dalla partita con l’Empoli del maggio scorso, ma anche questa volta ogni sforzo profuso è risultato vano. L’eventuale successo non avrebbe più di tanto sparigliato le carte sul tavolo della salvezza ma avrebbe sicuramente consentito di mantenere viva qualche residua speranza. La quota salvezza, invece, rimane ancora distante ben tredici lunghezze e a questo punto solo un vero e proprio miracolo sportivo potrebbe salvare l’Hellas dal baratro della retrocessione. I segnali che arrivano dal campo, inoltre, sono specchio inequivocabile di una stagione oramai segnata, senza quasi più alcuna via di scampo. Nel match contro i rossoblù sono riapparsi sul terreno del Bentegodi gli spettri delle partite con Empoli e Palermo, dove agli avversari è bastato un solo tiro in porta per fare bottino pieno. Questa volta le cose sono andate leggermente meglio – non fosse altro perché almeno si è pareggiato – ma si è trattato ancora una volta del classico film già visto. Padroni di casa all’attacco, in maniera più o meno ordinata, per quasi l’intero arco dell’incontro, costretti ancora una volta ad inseguire per colpa dell’unico tiro in porta effettuato dagli avversari. E’ bastata, infatti, una punizione calciata con indubbia abilità da Suso – nell’occasione Coppola è apparso in leggero ritardo, oltre che oltremodo sfortunato – per mandare all’aria i piani dopo nemmeno venti minuti di gioco. Il pareggio raggiunto con merito poco prima del riposo aveva alimentato nei tifosi la speranza che fosse veramente la volta buona ma questa si è dimostrata alla fine solo una tremenda illusione. Nella ripresa la squadra di Delneri si è gettata in avanti con forza e determinazione, chiudendo gli avversari nella propria metà campo, senza però riuscire a trovare la rete del meritato vantaggio. In più di un’occasione i gialloblù hanno sfiorato la rete ma l’imprecisione sottoporta e alcuni pregevoli interventi di Perin hanno impedito alla squadra di Gasperini di capitolare una seconda volta. In situazioni come quella attuale – come ha ribadito negli spogliatoi uno sconsolato Delneri – per cambiare il corso degli eventi servirebbe almeno un aiuto della dea bendata ma nemmeno lei sembra quest’anno avere un occhio di riguardo per la causa gialloblù. Alla fine di tutto questo il Verona, sempre desolatamente ultimo in classifica, rimane l’unica squadra in Europa a non aver ancora vinto una partita, e questo aggiunge un altro pesante “record” nella bacheca di una stagione che verrà ricordata come la più negativa della sua ultracentenaria storia. Il risultato che prende via via sempre più forma è figlio di una gestione sportiva imbarazzante a tutti i livelli dove nemmeno Delneri e riuscito a porvi rimedio. Dopo solo due giornate del girone di ritorno intravedere nel conforto della matematica l’unica ancora di salvataggio rappresenta un risultato che nessuno, nemmeno il più pessimista, avrebbe mai solo immaginato. Davanti a tutto questo, inoltre, diventa difficile confidare in un aiuto dal mercato perché trovare giocatori disposti ad indossare la casacca gialloblù ha tutto il sapore di una vera e propria impresa. La passione dimostrata ancora una volta dal commovente popolo gialloblù, invece, impone alla squadra la profusione di uno sforzo continuo senza mai lasciare nulla di intentato, a dimostrazione di un attaccamento alla maglia ed alle tradizioni pari almeno a quanto dimostrato dai propri tifosi. E in questa disgraziata stagione, sarebbe già qualcosa…

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