Ostracismi ed Ammonizioni: quando lo stadio diventa un circo

Spesso le grandi imprese sono direttamente proporzionali alla statura professionale di chi le compie. Il quasi assioma è tanto più vero quando l’argomento trattato è lo sport. Da ciò ne consegue che se il Verona è penultimo praticamente da sempre, un motivo c’è ed è verificabile anche da altre prospettive rispetto al solo lato calcistico.

SQUADRA SCARSA CON DIRIGENZA INDECIFRABILE

La pochezza dell’Hellas è disarmante e trova correlazione con alcune branche gestionali della società. Un’azienda ai minimi storici per onestà intellettuale, certamente presuntuosa e pretestuosa in talune azioni. Colletti bianchi di via Francia, area comunicazione, che pensano di regolare i giornalisti come un modulatore di frequenza, a piacimento. Caccia alle streghe in piena regola, con chi non è allineato che viene inserito in una sorta di black list, ostracizzato dalla tribuna stampa del Bentegodi. Forzature risibili e sciocche. Scendere nel dettaglio sarebbe semplice, ma non è il punto. La questione è un’altra: cui prodest? Coercizioni inutili che creano negatività su un ambiente già di per se’ cupo. Sarà un caso, ma la tensione scaturita dal contenzioso Albertazzi/Società, si respira anche nei rapporti con i media. Eredità di dirigenti dimissionari? È davvero desolante accertare l’improponibile e malcelata scelta di voler essere martelli sull’incudine sbagliata. Non è così che si raddrizza la stagione. Non è in questo modo che le collaborazioni erogano/ottengono un servizio onorevole, nel pieno rispetto reciproco.

La stagione sportiva è in fieri, ma i rapporti con gli addetti ai lavori diventano via via schizofrenici: siete davvero sicuri di fare il bene dell’Hellas Verona? Mi sposto un po’ più in là e da fuori guardo cosa succede dentro il circo.

Michele Coratto

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