Pensieri sparsi. I 5 perché di una macchina che si è inceppata

Cos’è successo alla macchina perfetta realizzata da Ivan Juric e dal suo staff? 6 sconfitte su 7 gare farebbero scattare qualsiasi campanello d’allarme se non fosse che il Verona gioca bene ed è salvo da circa un mese.
Forse comunque la macchina non era così perfetta prima, come non è così danneggiata adesso. Ci siamo soffermati su 5 elementi che possono aver influito sulla flessione del Verona.

1. Diverse motivazioni
Chi lotta per non retrocedere ha il coltello tra i denti, coltello che, raggiunta quota 41, è un po’ meno affilato in casa gialloblù. Non vogliamo affermare che il Verona abbia tirato i remi in barca, ma che il famoso 110% di cui parla il tecnico da circa 2 anni, forse oggi è 80/90% e probabilmente non basta.

2. Stanchezza fisica
La preparazione estiva mancante probabilmente si fa sentire, soprattutto in un sistema di gioco come quello del tecnico croato. Il Verona non corre più come un ossesso per 95 minuti come ad inizio campionato, ma cerca di gestire le sue energie durante il match. Per lunghi tratti il pressing funziona, come pure il recupero sulle seconde palle, ma i tanti piccoli errori, anche di concentrazione, durante il match, sono sinonimo di stanchezza. Anche perché a causa dei continui infortuni, la rosa dei titolari quest’anno non è mai stata lunghissima.

3. Stanchezza mentale
Alcuni giocatori tirano la carretta da mesi. I vari Zaccagni, Barak, Faraoni, Dimarco, Tameze non si sono mai fermati e oggi hanno qualche passaggio a vuoto. Acquisti fragili fisicamente, ulteriori infortuni durante la stagione, il Covid, le chiamate in nazionale, non hanno aiutato nel turn-over generale e ad un certo punto della stagione è naturale pagare dazio. Un esempio? Il Barak visto ieri sera o a Genova, siamo sicuri sia la stessa furia ceca che ci ha fatto stropicciare gli occhi nel resto dell’anno o che sia il fratello?

4. Fortuna che gira
Come detto dallo stesso Juric, ci sono state partite all’andata che il Verona non meritava di vincere e che invece ha portato a casa. Per lo stesso, identico motivo nel girone di ritorno è avvenuto l’esatto opposto, come è successo a Sassuolo, con la Fiorentina o nella sconfitta all’ultimo respiro con la Lazio. Aggiungiamoci i pali (18), i tanti rigori dati agli avversari (8, Verona terzo nella speciale classifica) e non dati al Verona (solo 3 finora, l’ultimo ormai un girone fa) e si capisce che nell’ultimo periodo forse è mancata anche la fortuna. Non è un alibi alle sconfitte, ma qualche punticino in più potrebbe esserci. E poi, diciamocela tutta, il Sassuolo, avversario per l’ottavo posto, quest’anno è stato sostenuto da una buona dose di c…, fortuna, che ultimamente a Verona non si nota.

5. Assenza di un top player 
Juric l’ha lasciato intendere parlando dell’Atalanta. Per quelle gare “stregate” o più faticose, avere un giocatore che fa la differenza potrebbe essere d’aiuto. Il Verona oggi ha una bella squadra, ha giovani interessanti e grazie a Juric si è creato una dimensione che può raggiungere una salvezza tranquilla, cioè i 41 punti fin qui ottenuti. Può fare qualcosa in più? Certo, ma sarebbe un miracolo sportivo. Ieri sera l’allenatore ha chiaramente detto che se arriveranno giocatori più forti si potrà pensare a migliorare quei 41 punti, altrimenti la dimensione del suo Verona è questa qui. E dopo tantissimi anni di vacche magre ci sentiamo di dire che è una dimensione di tutto rispetto e che va mantenuta, salvaguardata e rinforzata. Anche per guardare al domani con maggior serenità e magari iniziare a mettere in preventivo la presenza di qualche top player. La famosa programmazione.

Intanto c’è da fermare l’Inter capolista e poi sarà necessario iniziare a guardare al futuro.

Damiano Conati

Damiano Conati
Sono nato a Verona nel 1982, sono sposato e ho tre bellissimi bambini. Laureato in Scienze della comunicazione, sono iscritto all'Ordine dei Giornalisti dal 2005. Giá collaboratore di molte testate locali, presidente di una società di basket, ho vissuto tre anni in missione in Brasile e attualmente lavoro come operatore sociale in Caritas Verona.

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