Pensieri sparsi. Juric ritrova Juric e quell’abbraccio con Çetin…

È tornato il Verona. Qualche piccolo passaggio a vuoto c’è stato, ma Juric ha lasciato chiaramente intendere che i due primi tempi di Roma e Udine sono acqua passata. Anche se l’inizio con il Parma ha fatto tremare.
Per la prima volta in stagione la settimana era iniziata con l’idea di una squadra quasi al completo. E invece Juric non ha recuperato Rüegg, Salcedo e Favilli, non è riuscito ad avere Sturaro, Vieira e Veloso al pieno della forma, ha perso Kalinic e Dawidowicz. Il tutto sommato all’infortunio di Ceccherini e alle squalifiche di Faraoni e Zaccagni. Praticamente assenze che avrebbero messo ko qualsiasi squadra. Fatte le dovute proporzioni, andate a togliere all’Inter capolista due terzi della difesa, super Hakimi, tutto il centrocampo titolare e uno tra Lautaro e Lukaku. Poi ne parliamo.
Per il Genoa Juric perderà anche Dimarco per squalifica, ma la speranza è che possa recuperarne altri.
Dicevamo. Il Verona incerottato ha giocato alla grande, macinato km e in Lasagna ha trovato l’attaccante perfetto per il gioco di Juric. Di sicuro inizierà presto a rimpolpare il bottino di gol del secondo millennio gialloblù. Poi un pensiero schietto: Dimarco in difesa è meglio non vederlo più. Almeno non questo Dimarco. Da quinto a sinistra è un enorme valore aggiunto, dietro perde notevolmente tutta la sua forza e diventa un limite per il Verona.
Infine, per riassumere il rapporto del tecnico con la sua squadra, non resta che guardare l’abbraccio sincero a fine gara tra lui e Mert Çetin, dimenticato da mesi in panchina. Chiunque avrebbe potuto chiedere la cessione o lamentarsi per le tante esclusioni o non farsi trovare all’altezza dopo tanta panchina. Non Çetin che ha risposto presente con una grande partita, nonostante ovviamente non abbia ancora la gamba per spingersi in attacco come faceva un anno fa Rrahmani. E Juric sapeva che avrebbe potuto contare su di lui, dandogli pure in marcatura un cliente scomodo come Gervinho. E quell’abbraccio finale riassume più di qualsiasi discorso i rapporti che Juric e Paro hanno creato in questo gruppo.
Ora sono 33 i punti, la salvezza è ad un passo e poi si può pensare di battere il Verona dell’anno scorso. Con queste prestazioni non sembra essere un sogno irrealizzabile.

Damiano Conati

Damiano Conati
Ho 34 anni, sono sposato da 10 e ho tre bellissimi bambini. Laureato in Scienze della comunicazione, sono iscritto all'Ordine dei Giornalisti dal 2005. Giá collaboratore di molte testate locali, presidente di una società di basket, ho vissuto tre anni in missione in Brasile e attualmente lavoro come operatore sociale in Caritas Verona.

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