Perché Fusco è l’uomo giusto per Setti

Damiano Conati

Uno che è avvocato, che è stato chiamato dal Bologna di Guaraldi neoretrocesso in B e sull’orlo del fallimento per sistemare bilanci e contratti pesanti, che a Bologna guadagnava appena 250 mila euro netti (cifra nettamente inferiore a quanto guadagna Bigon e staff), non può non far gola al presidente Setti.

Filippo Fusco a Bologna nella stagione 2014/2015 ha vissuto un’estate intensa: ha ceduto giocatori per 12 milioni di euro, ha risparmiato quasi altri 12 milioni di ingaggi, spendendo zero, tra cessioni e stipendi spalmati. Prima del cambio di proprietà a gennaio 2015, alcuni calciatori erano anche disponibili a rinegoziare o a spalmare i contratti con un possibile risparmio di altri 2,5 milioni al club. Senza contare un’ottima campagna acquisti a basso costo con molti giovani e l’asse portante fatta da vecchietti di sicuro affidamento e che Verona conosce bene: Coppola, Maietta, Matuzalem, Cacia. E poi i rapporti interpersonali con i calciatori e la sua presenza costante nello spogliatoio. 

Poi a gennaio sono arrivati gli americani con il loro direttore sportivo, Corvino. Fusco ha tolto così il disturbo, convinto però di aver salvato quel Bologna. Che infatti a fine stagione è tornato in Serie A. 

Questo è Filippo Fusco. Molto legato al gioco di Zeman (a cui si ispira il tecnico del Foggia, De Zerbi) e amico del boemo (che però non arriverà a Verona), è un agente FIFA che prima di Bologna ha lavorato tanto all’estero, curando i contatti tra molti calciatori stranieri e le società italiane, vedi gli arrivi di Llorente e Osvaldo. Ha avuto già esperienze come dirigente in società italiane: nel 1999/2000 come responsabile dell’area tecnica a Napoli, dove all’epoca giocava Roberto Stellone, e nel Foggia nella stagione 2008-09, dove giocava Fabio Pecchia. Poi appunto Bologna in B un anno e mezzo fa. In Emilia ha gestito casi simili a quello di Pazzini, come Bianchi e Acquafresca, entrambi con ingaggi pesanti e contratti pluriennali, e ha dimostrato di saper navigare benissimo anche dopo una cocente retrocessione. 

La prima scelta di Setti come diesse resta lui. L’allenatore? Chi se non uno tra De Zerbi, Stellone e Pecchia, tutti legati in qualche modo a Fusco.

Tra pochi giorni si saprà la verità.

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