Pusceddu: “Sardo ma veronese d’adozione”

Vittorio Pusceddu, ex calciatore dell’Hellas Verona e del Cagliari, e attuale allenatore della Primavera Rossoblù, è intervenuto ai microfoni di Radio Bellla & Monella, official radio Gialloblù. Ecco le sue dichiarazioni:

Pusceddu, lei ha smesso di giocare ma il calcio è rimasto la sua vita…
È il terzo anno che alleno la Primavera del Cagliari, stiamo facendo un percorso di crescita importante: siamo riusciti a portare alcuni ragazzi in prima squadra. In questa stagione abbiamo già avuto modo, peraltro, di affrontare l’Hellas Verona di Massimo Pavanel. Purtroppo sono stati i Gialloblù a vincere, grazie ad una rete dopo una manciata di secondi: è una squadra davvero buona, con diversi elementi di spessore come Salifù, Fares e Cappelluzzo. Sapranno dare del filo da torcere a tutti perché sono solidi e ricchi di qualità.

Sabato però sarà tempo di prime squadre. Cuore diviso?
Io sono sardo, veronese “solo” di adozione, quindi sarò un po’ di parte (ride, ndr). Spero che sia una bellissima partita e i presupposti ci sono tutti. L’Hellas sta facendo bene, è partito alla grande e anche contro la Roma se l’è giocata e ha avuto le sue occasioni. Il Cagliari invece viene dalla grande vittoria sull’Inter, nella quale ha dominato e ha anche sbagliato un rigore. Conosco i tifosi di tutte e due le squadre, ma onestamente spero vinca la squadra della mia terra.

Si può fare un paragone tra Mandorlini e Zeman e tra le loro squadre?
Zeman è più taciturno di Mandorlini. Sono entrambi allenatori di grande valore: Mandorlini fa bene da anni, sia al Verona che all’estero. Zeman è un veterano e ha una grandissima esperienza alle spalle, con il miglior gioco offensivo d’Italia. Per quanto riguarda le due squadre, conosciamo tutti il valore dell’attacco del Verona, con Toni e gli altri, mentre il Cagliari ha dalla sua la grande prestazione di Milano, e potrebbe mettere in difficoltà un Verona che, sulla carta, appare leggermente superiore.

Grande ex Alessandro Agostini…
Alessandro l’ho allenato quando ero il secondo di Reja al Cagliari. Conosco bene le sue qualità, è un ottimo calciatore, l’unica “critica” che gli posso muovere è che forse in carriera avrebbe dovuto sfruttare di più le sue qualità di spinta, è rimasto un po’ troppo difensivo. Anche io ero un terzino come lui, anche se nel calcio attuale probabilmente giocherei a centrocampo, ero più offensivo.

E poi c’è Nenè.
Nenè a Cagliari ha fatto molto bene, se gli si dà la fiducia e lo si fa giocare può dare grandi soddisfazioni: ha grande elevazione e un ottimo tiro. Verona dà grandi motivazioni, come anche Cagliari: sono piazze che fanno rendere al massimo i calciatori, e così succederà anche con Nenè.

Chi sarà decisivo nella sfida di sabato?
Parlo per reparti: per il Cagliari i migliori sono i centrocampisti. Ekdal e Dessena potranno fare la differenza in fase di copertura. Per il Verona invece è l’attacco ad essere temibile: Toni è sempre uno a cui stare attenti.

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