Quando si comincia?

Dopo sei giornate il Verona sembra essere ancora avvolto da quell’alone di indefinitezza che caratterizza normalmente le prime settimane di preparazione.

Senza una vera identità, con giocatori lontani dalla forma migliore, con variazioni di formazione continui ed esperimenti lontani dal riuscire effettivamente.

Tutto questo perché? 

I motivi sembrano essere molteplici: mercato low cost fatto più di scommesse che di certezze, allenatore al debutto assoluto nella massima serie, calendario obiettivamente proibitivo fino a questo punto e qualche scossone interno di troppo (vedi il caso/non caso Pazzini).

Il risultato? Un Verona che dopo 540′ ha raccolto solo due punti, un allenatore sempre in discussione e una piazza che giustamente mugugna.

I dati sono impietosi: 14 gol subiti e 1 solo gol realizzato (su rigore e non su azione) e prestazioni non all’altezza, sempre caratterizzate da una sorta di timore reverenziale nei confronti dell’avversario, frutto probabilmente della mancanza di esperienza della squadra.

Ci si chiede dunque: è questo il Verona che vedremo da qui alla fine della stagione?

La risposta probabilmente deve provenire da un’analisi: mai come quest’anno in Serie A c’è una divisione netta tra squadre di prima, seconda e terza fascia.

L’Hellas fa parte di queste ultime, che dovranno giocare un torneo a parte, cercando di evitare gli ultimi tre posti che significherebbero retrocessione.

Fino a questo punto si sono affrontate tre squadre di prima fascia (Napoli, Roma, Lazio), due squadre di seconda (Sampdoria e Fiorentina), e una squadra di terza fascia (Crotone). Risultato? Due punti che forse, calendario alla mano, potevano essere preventivabili.

Alle porte un’ ulteriore partita proibitiva contro il Torino di Mihajlovic, ancora avvelenato dal risultato del derby e che sicuramente cercherà a tutti i costi i tre punti.

Quando si comincia quindi? Le due gare da non fallire saranno quelle contro Benevento e Chievo, compagne di terza fascia e dirette concorrenti per la lotta salvezza.

Se i gialloblù dimostreranno di potersela giocare in quelle partite allora l’obiettivo stagionale sembrerà un po’ meno irraggiungibile.

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Federico Messini
Federico Messini nasce a Villafranca di Verona il 15/05/1990. Studente in lettere moderne presso l'Università degli studi di Trento. Scrittore e cantautore ha all'attivo due pubblicazioni : "Il gioco degli spiccioli" uscito nel 2013 e "Il doppiatore" uscito nel 2016.

2 COMMENTS

  1. Chiedere un commento mi sembra ormai superfluo.La cosa piu’ strana come ho gia’ detto in altro commento sarebbe quella di capire cosa c’e’ dietro il triangolo SETTI-FUSCO-PECCHIA.Gli ultimi due sembrano inamovibili.Non capisco se sia soltanto una questione economica oppure se dietro c’e’ dell’altro.IO PROPORREI UNA ASTENSIONE DAL PARTECIPARE ALLE PARTITE DISERTANDO LO STADIO SOPRATTUTTO DA PARTE DEI ” BUTEI”.CON QUASI 12000 persone in meno e lo stadio pressoche’ vuoto credo che la musica cambierebbe a breve termine.SAREI PROPRIO CURIOSO DI VEDERE!

  2. Questo indipendentemente dai risultati e’ una questione di principio.CERTI PERSONAGGI SE NE DEVONO ANDARE A COMINCIARE DALL’ALTO E PER IL BENE DEL CALCIO.CREDETEMI! C’E’ BISOGNO DI NUOVA LINFA SANA E COMPETENTE!E’ FINITO IL TEMPO DEI MESTIERANTI CHE TRA L’ALTRO ABBIAMO GIA’ AMPIAMENTE SPERIMENTATO IN PASSATO.IL VERONA E’ UN PATRIMONIO DEI VERONESI E DELLA CITTA’ E TALE DEVE RIMANERE.AL BANDO I MERCANTI!A BUON INTENDITOR……….

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