Ragione vs passione. Ha davvero senso puntare all’Europa?

Europa no, perché?

La squadra ha dimostrato quest’anno di non essere profonda, di non avere sempre cambi all’altezza e che giocando ogni 3 giorni va in difficoltà, perdendo addirittura in casa con una Salernitana in crisi. Si è riscontrato principalmente un problema di recupero delle energie mentali.
Inoltre con il pressing asfissiante della squadra e la preparazione atletica mirata a questo tipo di gioco, affrontare partite ravvicinate, magari anche con trasferte lontane o in campi ghiacciati del Nord Europa può portare infortuni.

Europa sì, perchè?
Perché l’asticella va sempre alzata ed è giusto avere ambizioni. E poi perché ci sono incassi maggiori da botteghino e televisioni, senza contare il valore dei giocatori. Infine nessuno chiede al Verona di vincere una coppa europea, ma partecipare sarebbe un grosso vanto per tutti i tifosi, molti dei quali oggi non sanno nemmeno di cosa parliamo se pronunciassimo la parola Maracanà di Belgrado, oppure Paok Salonicco, Pogon Stettino o quel dannato Werder Brema. Per non parlare delle malefatte dell’arbitro juventino Wurtz. Insomma, anche solo andare in Europa significherebbe far aumentare sogni e passione ad un popolo gialloblù che già esplode di amore per la sua squadra. Un nuovo ricordo indelebile, a distanza di 34 anni dall’ultima volta (16 marzo 1988).

Decidete voi se è giusto o no puntare all’Europa in questo finale, se è bello o no coltivare certi sogni. Certo è che cervello e pancia, ragione e amore, in questo senso vanno veramente in direzioni opposte.

Damiano Conati

Sono nato a Verona nel 1982, sono sposato e ho tre bellissimi bambini. Laureato in Scienze della comunicazione, sono iscritto all'Ordine dei Giornalisti dal 2005. Giá collaboratore di molte testate locali, presidente di una società di basket, ho vissuto tre anni in missione in Brasile e attualmente lavoro come operatore sociale in Caritas Verona.

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