Ritorno alle origini

Foto: Tifosi all'antistadio Guido Tavellin (Fonte: Tggialloblu.it)

3000 abbracci. 3000 cuori impavidi pronti a sfidare qualsiasi avversità in nome dell’Hellas. Gli altri li chiamano tifosi, per il popolo veronese semplicemente “Brigate”. Mercoledì 2 aprile, ore 16, al di fuori dell’antistadio “Guido Tavellin”, erano in tantissimi ad accogliere i giocatori dell’Hellas: calciatori per i quali allenarsi su quel campo probabilmente non aveva un gran significato ma che avranno di certo cambiato idea quando hanno percepito la magia di quel particolare momento, quello del ritorno alle origini. Su quel campo riecheggiano nitide le gesta di molte squadre ex gialloblù, una su tutte quella dello scudetto. I campioni d’Italia si allenavano lì. Era decisamente un altro sport, dove la distanza tra calciatore e tifoso era inesistente: Preben, Nanu, Briegel e compagni attraversavano la strada che divide lo stadio dall’antistadio a piedi e, nel breve tragitto, scambiavano qualche parola con la gente, accontentavano le curiosità dei supporters, firmavano autografi, regalavano sorrisi. Insomma, erano dei veri beniamini, incorniciati, durante la settimana, all’antistadio. Sembra una vita fa. E forse lo è. Ma la bravura di questa società è stata proprio quella di capire il bisogno di riassaporare i retaggi del passato e di mantenere le promesse riportando ad allenarsi l’Hellas a Verona. Apparizioni sporadiche? Non importa, per il momento va bene così: il popolo delle Brigate è tornato a sognare.

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