Più di una scommessa

L’impressione è che si tratti di un ottimo giocatore: molto migliore di quanto lo si sia fatto passare. Campanharo ha destato interesse fin dalle prime sgambate in allenamento soprattutto perché ha lasciato il campo con la maglia intrisa di sudore e dopo aver dato sempre il massimo. Un ragazzo intelligente e capace di gestirsi in mezzo al campo giostrando con maestria la manovra gialloblù. L’esperienza viola e la maturazione ottenuta, seppur ancora molto giovane, lo rendono maggiormente forte e ulteriormente determinato a perseguire l’obiettivo di far bene con il Verona per convincere la dirigenza a riscattarlo. Poco da obiettare sulle doti tecniche, molto da pensare su come sia stato possibile che un talento così puro fosse finito addirittura nella serie B brasiliana, dimenticato dal calcio che conta. Ci ha pensato Sogliano a recuperarlo e a riproporlo sulla grande scena della serie A, scommettendo ad occhi chiusi su quell’incredibile centrocampista così determinante nella vittoria di Coppa del Bragantino sul più quotato San Paolo. Questione di carattere, stoffa e cattiveria agonistica. Qualità che Il Verona pensa di aver trovato nel carioca Gustavo, a buon diritto nuovo talento da valorizzare per non deludere le aspettative di società e tifosi.

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