Tachtsidis: “E’ come se non me ne fossi mai andato”

Foto: Panagiotis Tachtsidis (Fonte: veronasera.it)

Le dichiarazioni di Panagiotis Tachtsidis, rilasciate durante la conferenza stampa di presentazione.

VERONA, SONO SEMPRE STATO QUI
“Non me ne sono mai andato da Verona. Qui c’è sempre stato il mio cuore e il mio pensiero. Dopo l’esperienza trascorsa a Roma volevo tornare solo a Verona. Questa squadra mi ha dato tanto, cose che non ho mai trovato da nessuna parte. Non solo ho un grande rapporto con Mandorlini, ma anche compagni, società e tifoseria sono stati importanti per me. Anche l’anno scorso dovevo venire a Verona, ma qualcosa non è andato ed io ho pensato solo a concludere la stagione. La partita contro il Rubin? Era la prima gara per me, venivo da due allenamenti e posso dare ancora di più. Conosco comunque i meccanismi di Andrea Mandorlini, so cosa vogliono i miei compagni. A che punto siamo nella preparazione? Stiamo lavorando bene e tanto, spero di arrivare al livello del resto della squadra, ma dobbiamo migliorare ancora. Sceglierò il numero 77. L’ho indossato qui a Verona e mi ha cambiato la vita. Questa città mi piace tantissimo ed ho comprato casa a Peschiera”.

A ROMA CON ZEMAN
“Cosa non è andato a Roma? E’ successo quello che è successo, è stata comunque una grande esperienza, ho passato un bell’anno e ora sono qui, penso solo al Verona. E’ stata una stagione che mi è servita tantissimo, vicino a grandi campioni come Totti o De Rossi. Ho cercato sempre di dare il massimo, senza ascoltare le voci esterne, e lavorare solo per me e per la squadra. Il rapporto con Zeman? Lui mi ha aiutato tantissimo, mi ha dato fiducia. Inoltre sono migliorato in fase offensiva, con frequenti verticalizzazioni. Zden?k vuole che si attacchi subito la palla”.

PRIMA LA SQUADRA, POI TACHTSIDIS
“Prima viene la squadra, poi penso a dove posso arrivare io. Quello che riguarda Tachtsidis passa in secondo piano rispetto agli obiettivi del gruppo”.

L’ACCOGLIENZA DI MANDORLINI
“Mi ha accolto bene, dicendomi che era ora che arrivassi. Mi ha detto anche che devo giocare, perché sono due anni che non scendo in campo (ride, ndr). Devo però lavorare, ed io sono pronto a fare il massimo”.

TAPPE A CATANIA E A TORINO
“A Catania siamo stati sfortunati, ci sono stati troppi infortuni. Poi, quando sei ultimo in classifica, non è mai facile uscire da certe situazioni. Il Torino? Sono arrivato in una squadra che stava bene, ho lavorato ed aspettato il mio turno, era difficile cambiare un meccanismo difficilmente migliorabile”.

Fonte: Ufficio Stampa Hellas Verona FC

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