Toni come l’Aglietti di Prandelli

La questione è molto semplice: l’anno passato le ali innescavano Toni, quest’anno no. Il valore degli esterni è sceso verticalmente e, diversamente dal Verona della passata stagione, ora è Toni che li deve “accendere”. Un lavoro gravoso che non gli permette più virtuosismi negli ultimi sedici metri. Per questo motivo le ipotesi sono due: o a gennaio la Società mette mano al portafoglio e acquista due “frecce” (chissà perché non abbiamo tenuto Martinho…) oppure mettiamo in soffitta il tridente e facciamo giocare un’altra punta vicino a Luca. Il centravanti emiliano ha dimostrato in più occasioni (non ultima la partita con la Fiorentina) di essere un perfetto uomo assist. In coppia con Lopez o Saviola, in posizione un po’ più arretrata, alla Aglietti di prandelliana memoria, potrebbe diventare determinante. Il tridente è spuntato? Servono varianti tattiche per rivitalizzare la squadra e scrollarsi di dosso la paura delle ultime posizioni.

M.C.

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