Toni non può celebrare “matrimoni con i fichi secchi” e i giovani devono giocare

Diciamo la verità: il Verona ha perso contro una signora squadra. La Lazio gioca il miglior calcio della serie A e non si poteva chiedere di più alla truppa di Mandorlini. E, nell’analisi del match, sbaglia chi sostiene che Toni abbia deluso. Piuttosto l’ex Campione del Mondo, come tutti del resto, e’ stato “ingabbiato” dall’avversario che ci ha soverchiato con meriti indiscutibili. Toni e’ il nostro fuoriclasse ma non si può pretendere che riesca ogni settimana a celebrare “matrimoni con i fichi secchi”. La sentenza dell’Olimpico inquadra una Lazio superiore in tutto e un Hellas che comunque non ha sfigurato. Si poteva fare meglio? Forse si’. Ma qui subentrano valutazioni diverse, sulla scelta degli uomini: siamo così sicuri che Benussi valga Rafael o Gollini? Che Lazaros meriti spazio più dell’oggetto misterioso Fernandinho? Per non parlare dei cronici panchinari Saviola e Lopez, ormai abbonati ad un posto tra le riserve. Nel futuro ci piacerebbe vedere in campo anche Valoti. Perché se è vera la teoria che le nuove leve sono come ghiaccioli e vanno consumati piano piano, dall’altra parte c’è il rischio che si sciolgano del tutto senza riuscire a valutarli. Considerazioni opinabili ma certamente utili in ottica futura. Una squadra come il Verona non deve smettere mai di investire sui protagonisti di domani. Lo impone il bilancio societario. Gare dal pronostico scontato come quella di ieri rappresentano per i giovani la ghiotta opportunità di mettersi in mostra senza correre il rischio di bruciarsi o di fare brutte figure. Serve coraggio, soprattutto ora che la salvezza e’ vicina.

M.C.

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