Toni salva la difesa gruviera

Centoventidue gol incassati in quasi due stagioni sono troppi. Il dato passa tuttavia in secondo piano grazie a sua maestà Toni, paradossalmente primo a mascherare le tremende pecche del pacchetto arretrato gialloblù. Diciamolo chiaro e tondo: nell’Hellas Luca è e resta imprescindibile perché senza le sue reti oggi non saremmo salvi. Purtroppo o per fortuna (a seconda dei punti di vista), questa è la realtà. Il Verona in prospettiva futura ha l’obbligo di migliorare la fase difensiva o la prossima stagione sarà terribilmente complicato trovare i punti necessari per centrare nuovamente la permanenza nella massima serie. Soprattutto con l’ipotesi, al momento solo ventilata, di una squadra marchiata 15/16 senza l’ariete emiliano. Per bocca dello stesso bomber, il suo futuro è ancora da scrivere, e tanto dipenderà dalle dinamiche societarie più che dalla sua voglia di continuare a giocare. Posto che è difficile che decida di appendere le scarpette al chiodo, la domanda è cosa aspetti la Società a gestire la situazione interna e a garantire al centravanti gialloblù una pianificazione tecnica valida. Su novantotto gol complessivi fatti, trentacinque sono dell’ex Bayern. Più di un terzo del bottino. Se non si vuole passare per autolesionisti è arrivato il momento di rompere gli indugi e di dare continuità al progetto. A partire proprio da Luca Toni.

Michele Coratto

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Damiano Conati
Ho 34 anni, sono sposato da 10 e ho tre bellissimi bambini. Laureato in Scienze della comunicazione, sono iscritto all'Ordine dei Giornalisti dal 2005. Giá collaboratore di molte testate locali, presidente di una società di basket, ho vissuto tre anni in missione in Brasile e attualmente lavoro come operatore sociale in Caritas Verona.

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