Toni: “Salvo il Verona e poi decido se continuare”

Le dichiarazioni dell’attaccante gialloblù, Luca Toni, ospite negli studi Sky e rilasciate durante le trasmissioni Sport 24 Sera e Sky Football Night.

300 GOL? VIVO PER QUESTO
“I 300 gol? Sono tanti, me ne ricordo molti. Fare gol è sempre una grande gioia. Ho 37 anni ma anche la voglia di un ragazzino, sentire l’odore dell’erba e vedere la palla gonfiare la rete sono emozioni che non ti può dare nessun altro. Il gol che preferisco? Ricordo il primo a Modena. Sono partito dalla Serie C1 e segnare per la squadra della tua città, dove ho fatto tutto il Settore Giovanile, è una grande soddisfazione. Ricordo anche i gol del Mondiale 2006, oltre a quello che mi ha permesso di vincere la Scarpa d’Oro. Sono stato il primo italiano a riuscirci, nella mia carriera ci sono state tante cose belle. Per un attaccante come me la rete è fondamentale, vivo per il gol. Giocare bene è importante, ma se non segni dopo tre giornate iniziano a romperti le scatole (ride, ndr). E meglio non toccare mai la palla ma fare gol”.

LA MAGLIA PER I BAMBINI
“La maglia celebrativa? Insieme alla società abbiamo deciso di metterla in vendita. Si potrà acquistare o all’Hellas Verona Store o su ordinazione. Tutto il ricavato sarà devoluto in beneficenza all’associazione Abeo, per i bambini meno fortunati. Sul retro sono raffigurate le squadre in cui ho giocato e segnato: spero che tutti i miei tifosi vogliano fare un bel regalo di Natale a me e ai più piccoli”.

IO E IL VERONA
“Io a Verona? Venivo da un’annata a Firenze dove mi sentivo ancora calciatore, non volevo smettere. La Fiorentina mi ha offerto altri incarichi, poi ho avuto la fortuna di incontrare il presidente Setti, il direttore Sogliano e l’allenatore Mandorlini che mi hanno voluto fortemente. La mia carriera è sempre stata una sfida: andare in una squadra e ripartire da zero. E’ andata bene. La scorsa è stata un’annata fantastica, dove calciatori che prima erano sconosciuti sono diventati molto forti. Ho battuto tanti record, qui a Verona sta andando alla grande e mi diverto, anche la mia famiglia sta bene e c’è tutto per vivere in serenità e fare gol. Penso di essere ancora in forma, anche se il livello della Serie A si è un po’ abbassato. Ritiro a fine stagione? Il mio obiettivo è fare gol e salvare il Verona il prima possibile in un campionato difficile. Poi, come sempre, parlerò con la mia famiglia e decideremo insieme”.

DOMENICA C’E’ IL CHIEVO
“La sfida con il Chievo? Non ho visto la partita che hanno giocato contro l’Inter, ma i derby bisogna vincerli. Così passeremo un bel Natale”.

LA MIA CARRIERA
“Il Bayern Monaco? In Germania ho vinto tutto: campionato, coppa e supercoppa. Avevo voglia di vincere qualche trofeo, con la Fiorentina avevo giocato la Champions League, ma in Germania ero in squadra con grandi campioni e ho fatto 39 gol durante la mia prima stagione. Sono tanto amato dai tedeschi, ancora adesso a Peschiera, dove ci alleniamo, vengono a richiedermi degli autografi. L’Al Nasr? Volevo chiudere la carriera a Dubai, in un campionato diverso. Non pensavo però fosse così lontano dal livello di professionismo europeo, io ho bisogno di compagni che mi permettano di segnare e lì erano ancora molto indietro. Ho fatto fatica, non era il mio calcio e sono tornato a casa. Pensavo di smettere ma poi, a 10 minuti dalla fine del mercato, i Della Valle mi hanno fatto firmare un nuovo contratto e sono ripartito. Se non fosse stato per loro magari mi sarei già ritirato. A Roma, con i giallorossi, ho giocato 6 mesi molto belli, dove abbiamo rischiato di vincere lo Scudetto. La società, a fine stagione, aveva altri progetti per l’attaccante e io volevo trovare una squadra che mi potesse dare continuità e l’opportunità di giocare. Poi ci sono state Juventus e Genoa. Il compagno più forte con cui ho giocato? Sono stato in squadra con Totti, Del Piero, Ribery, Guardiola. E’ difficile fare un nome, ma anche per il rapporto che abbiamo direi Ribery. L’ho trovato nel massimo della forma, aveva 24 anni, e si vedeva già cosa sarebbe diventato. Il mio rapporto con i giornalisti? Qualche problemino quando giochi a certi livelli è normale averlo. Guardo poco i voti delle pagelle”.

DA MAZZONE A VAN GAAL
“Gli allenatori? Ricordi Mazzone, era fantastico. Un giorno mi chiese se uscivo o meno la sera, io risposi di no ma lui mi invitò a farlo perché dovevo cambiare qualcosa (ride, ndr). Conta solo il campo. Quando uno fa il suo dovere, fuori dal rettangolo di gioco può fare quello che vuole. Cosa non è andato con Van Gaal? Appena arrivato a Monaco, voleva cedere me, Ribery e Lucio. Magari me e Lucio potevamo anche essere venduti, ma non Ribery (ride, ndr). Una volta mi riprese anche a tavola, durante la colazione: divideva la squadra in quattro gruppi, io sono abituato a prendere solo un caffè, ma le abitudini dei tedeschi sono molto diverse, e mi è capitato anche di aspettare 40 minuti. Dopo un po’ non ce l’ho più fatta a stare composto sulla sedia e mi sono messo più comodo, per questo sono stato ripreso. Diciamo che è un allenatore particolare (ride, ndr)”.

DI NATALE, ITURBE, IMMOBILE, GOMEZ E DIAMANTI
“Io e Di Natale? Giocavamo insieme nella Primavera dell’Empoli, e ci siamo ritrovati a festeggiare io i miei 300 gol da professionista e lui i suoi 200 in Serie A. Abbiamo avuto due carriere fantastiche, se stiamo ancora facendo gol qualche giovane si dovrebbe preoccupare (ride, ndr). Giochiamo e ci divertiamo, ma questo fatto deve far riflettere tutto il movimento italiano. Quando ero giovane io non c’erano 37enni così, ma giovani forti. Ora i ragazzi devono ancora dimostrare di poter giocare ad alti livelli. Iturbe? Non è facile imporsi nelle grandi squadre. Lui ha ottime potenzialità, a Roma tutto è più complicato, bisogna sempre stare sul pezzo perché ha le qualità e dimostrerà il suo valore. Immobile? Se fa bene in Champions dovrebbe giocare anche in campionato. Gomez? Ho giocato con lui al Bayern, ha bisogno di tempo, è molto fisico e ha avuto degli infortuni gravi. Ha qualità, ha sempre fatto gol. Lo capisco, perché quando hai un infortunio fai fatica a riprendere in ritmo. Diamanti al Verona? Quando hai dei calciatori che sanno saltare l’uomo vuol dire tanto. E’ simpatico ed è anche forte in campo”.

Fonte: Ufficio Stampa H. Verona FC

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