Tutti gli affari mancati del calciomercato gialloblù

Fino all’ultimo il Verona ha provato a piazzare Fossati: Palermo, Foggia, Spezia, Hajduk, Livorno e Brescia gli hanno fatto la corte, ma alla fine o è mancato l’accordo con il Verona o con il giocatore. Rimane da riserva della riserva, con Colombatto, Calvano, Danzi e volendo Henderson che lo precedono nelle scelte gerarchiche di mister Grosso davanti alla difesa. Con il contratto in scadenza a giugno, se ne andrà con tutta probabilità a zero già nel mercato di gennaio.

Altra cessione mancata riguarda Cherubin. Gli oltre 400mila euro netti a stagione del suo contratto lo hanno tenuto lontano da Foggia e Vicenza. Resterà a Verona da sesta scelta della difesa. Un rapporto qualità/prezzo davvero negativo per la società scaligera. Come Fossati, anche lui ha il contratto in scadenza il prossimo 30 giugno e saluterà Verona.

Tra i non partenti in questa estate ci sono anche tre punte centrali che D’Amico avrebbe ceduto volentieri: Tupta e Cappelluzzo per crescere, Pazzini per liberarsi di un ingaggio oneroso. Sono rimasti e si giocheranno le loro chance con Di Carmine e con i moduli del nuovo tecnico. Tupta ha rifiutato Trieste per giocarsi le sue possibilità in gialloblù, Cappelluzzo non ha accettato di scendere di categoria respingendo Triestina, Fano e Novara nell’ordine. Pazzini non ha trovato un compratore interessato a lui.

Chi non è arrivato, proprio a causa della permanenza di Pazzini, è Galabinov del Genoa. Accordo con il Verona raggiunto, l’operazione è rimasta nel congelatore in attesa di una possibile cessione del Pazzo. Cessione che non è avvenuta, così Galabinov dal Genoa si è trasferito nella vicina Spezia. Poteva arrivare un ulteriore esterno d’attacco, ma non era la priorità di D’Amico, come poteva essere utile un nuovo attaccante di movimento, ma solo se fosse stato Puscas. Perso lui, l’Hellas non ha cercato una nuova seconda punta.

È stato comunque un mercato rivoluzionario, dove D’Amico ha smantellato la derelitta squadra dell’anno scorso e ha dimostrato maestria, nonostante fosse il primo calciomercato da direttore sportivo. A Grosso viene consegnata una rosa completa in ogni reparto e in alcuni ruoli anche molto di qualità. Deve essere bravo adesso a costruire una squadra vera.

Un appunto riguarda le cessioni. Fatte bene, buoni guadagni e pochi esuberi rimasti in rosa, ma dare a Grosso 31 giocatori da allenare sembrano davvero troppi. A gennaio il mercato riapre e ci sarà tempo per aggiustare il tiro.

Damiano Conati

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