..una rosa clamorosamente adeguata..

di Massimo Recchia 

Petali, foglie, stelo e spine, molte spine.. per questo delicato reciso da porgere alla fidanzata o alla ambita conquista sentimentale a San Valentino. Il colore giallo fluo si staglia come il bagliore del sole fra le foglie nero angossa e le spine aguzze pungono come il pungiglione del matonsin sulla ignara mano tesa della butel..eta. 

Una brezza di profumo da perdita di metano del nord assimila la tanfata di fogna che l’autospurgo ancora non ha svuotato del tutto dai vicini gardinetti. Nel cellofane che l’avvolge traspare l’immagine riflessa a forme ondulate, specchio di in un futuro molto prossimo, la mano tesa di don Abbodio che la riceve gongolando soddisfatto per il sicuro business all’asfittico ed insulso cadetto capace solo di riempire le gradinate semivuote con striscioni inneggianti il “credo nei valori dello sport” e il “viva viva che bello tutti amici siam felici!” 

“Questo campionato si deve fare!” Predica il vassallo apostolico del re Rinco Tantovecchio.

Rosa veramente e clamorosamente eccezionale tanto da morire stecchita ancora prima di essere messa in vendita direttamente nel frigo del fiorista. Un fiore simbolo d’amore o un fiore che more?

Meglio un crisantemo di seta allora ?..non necessita neanche di acqua e della visita domenicale settimanale.

E per i morti del prossimo autunno sarebbe perfetto.

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