Urby maior minor cesso

di Massimo Recchia 

Ed eccoci al primo contesto subculturale del 2016 con l’altrettanto nuova figura del primo storico olandese volante in gialloblù da approfondire. Ecco che “Dove c’è il più importante il minore cessa”, si sentenzia. Inteso in verbo, finisce, termina, smette di essere, vedi e rivedi il promettente terzino della B franco-digionese che solo in un primo incontro ci ha deliziato del suo incedere da legionario indomito avverso le falangi giallorosse. Inteso invece in termine sostantivo maschile ed affettuosamente goliardico se ne andrebbe il peggiore, wc, tazza, vespasiano da appartamento. Quale delle due ipotesi meglio è più adatta se non fosse per l’amore indiscusso e senza prediletti verso le corsie laterali del Marcantonio di noi poveri tifosi insofferenti? Il minore è il meno talentuoso o il minore è il migliore amico del rotolone regina? Neanche l’Urby sarebbe a scriver vero il migliore che si sia proposto in quel ruolo di così “fervor difender e contrattaccar”. Si alleni perciò a tempo perso anche con il nostro idioma che oramai in anni ed anni di allenamenti lombardi dovrebbe aver acquisito e poi lo capiremo magari un po’ quando intervistato. Rallegriamoci amici nel frattempo perché l’Urby con tale dimestichezza dialettica diventerà la nostra freccia nascosta nella faretra, un vantaggio tattico ad agire squinternatamente con le indicazioni precise e foneticamente meticolose del suo Oronzo! Tra i due, il fine oratore ed il fiammingo dalla pelle bruna, inavvertitamente nascerebbe la più acrobatica fantasiosa tattica calcistica dell’ultimo ventennio. Attendiamo allora con pazienza l’olandese volante e fino quando non avrà proprio compreso accontentiamoci del sogno da rendere reale: i tifosi tramutati in tanti John Nash in  “A Beatiful mind” lo vedranno scorre..zzare e marangoneggiare sul sacro prato del piazzale Olimpia come una gazzella nera in fuga dalla zebra della Befana più ladra che esista.

Corri ragazzo, corri, vola!

…(e studia)…

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