Setti e quel misto tra disperazione e gratitudine

Basta farsi un bel giretto tra le vie di Firenze per capire quanto i tifosi viola vogliano la testa di Della Valle. Oppure seguire una partita all’Olimpico della mirabolante Lazio di Simone Inzaghi per farsi un’idea dell’odio che ha il popolo laziale verso il suo presidente Lotito.

Eppure se Della Valle o Lotito fossero a Verona tutti farebbero i salti di gioia.

D’altra parte non serve fare molta strada per andare nelle vicine Modena o Treviso. Società storiche di calcio e che trasudano di sport in generale. Il Modena non esiste più, scomparso tra i tanti rimpianti della gestione distastrosa di Caliendo. Non sta meglio il Treviso, che negli ultimi anni ha conosciuto più fallimenti che vittorie. Addirittura in Eccellenza è riuscito ad avere problemi societari e il culmine nel febbraio scorso con la sconfitta in casa contro il San Doná per 10-1! Ovviamente la squadra è retrocessa in Promozione dove per ora gode di tranquillità…

Andiamo a passeggiare per Treviso o a mangiare un gelato davanti allo stadio Braglia, chiuso al pubblico modenese per inadempienze economiche, e parliamo di Setti. Chiunque farebbe carte false pur di avere il presidente gialloblù.

Purtroppo nel calcio, come nella vita, non si è mai contenti di ciò che si ha e ci si accorge del suo valore solo quando non c’è più. Quindi lunga vita a Maurizio Setti in gialloblù…sperando che possa cedere il Verona!

Damiano Conati

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