Calvetti: “l’Hellas ha grande Spirito”

Le dichiarazioni del responsabile del Settore Giovanile gialloblù, Claudio Calvetti, intervenuto al telefono durante la trasmissione “Vighini Show”, in onda su Telenuovo e condotta dal giornalista Gianluca Vighini.

IL VIAREGGIO? CE LA METTEREMO TUTTA
“E’ stata una grande soddisfazione, sono molto contento. Siamo alle semifinali della Viareggio Cup, un torneo importante. Da 32 squadre siamo rimasti in 4, anche se siamo onestamente un po’ stanchi perché è la sesta partita che facciamo in 12 giorni. Nonostante le difficoltà ci proviamo, ce la metteremo tutta”.

IN QUESTA PRIMAVERA HO VISTO LO SPIRITO GIALLOBLU’
“Ho visto tanta concentrazione, voglia e grinta che i ragazzi hanno messo in tutte queste partite. In questa formazione ho visto uno spirito gialloblù che mi è piaciuto molto, quella forza che ci aiuta a colmare il gap con le grandi squadre. Cos’è lo spirito gialloblù? Inter, Milan e Roma sono corazzate a livello giovanile. Se vogliamo giocare alla pari con queste formazioni bisogna dare tutto. Se vogliono diventare calciatori i ragazzi, quando mettono questa maglia, devono dare qualcosa in più, devono aumentare l’intensità. Vogliamo ragazzi che lottino per loro stessi e per la squadra, che dimostrino grande attaccamento alla maglia e devo dire che i ragazzi in queste 5 partite hanno fatto vedere una grande volontà”.

PASSIONE PIU’ FORTE DEI GRANDI CAPITALI
“Qui al Viareggio ci sono squadre che per formare la rosa hanno speso il quadruplo o il quintuplo di quello che abbiamo speso noi. Nella mediocrità del calcio giovanile riusciamo sempre a fare sempre delle buone formazioni. L’importante è lavorare con passione, e noi ce la mettiamo sempre tutta. Vogliamo che il Settore Giovanile del Verona torni ad essere importante come lo era in passato. Un commento su Pavanel? Credo che sia un grande aggregatore soprattutto dal punto di vista umano, riesce a tenere sulla corda anche chi gioca di meno”.

IL NOSTRO OBIETTIVO? SFORNARE I CALCIATORI DEL DOMANI
“La storia del nostro Settore Giovanile? Siamo partiti un anno e mezzo fa partendo da una base abbastanza bassa. Pian piano stiamo cercando di migliorare tutte le squadre, stiamo facendo un percorso diverso da quello degli ultimi anni, grazie anche alla società che ci ha messo a disposizione mezzi e possibilità di lavorare. Chiaro è che vi vuole ancora qualche anno per portare il Settore Giovanile ad un livello dignitoso e stabile per riuscire a tirare fuori qualche buon calciatore da inserire nella prima squadra: questo è il nostro obiettivo. Ritengo che in questo anno e mezzo siamo riusciti a fare passi importanti. Il lavoro è ancora a metà strada, perché quando si parla di Settore Giovanile bisogna guardarlo in un’ottica di 4-5 anni. Abbiamo e stiamo facendo il massimo, già l’anno scorso con la Primavera abbiamo avuto le nostre soddisfazioni e anche quest’anno. Sotto c’è ancora molto da lavorare, ci sono squadre da completare e lo faremo se ci sarà possibilità di portare avanti il percorso che stiamo percorrendo con il massimo della passione”.

QUANTO E’ CAMBIATO IL CALCIO
“Un commento sul calcio di oggi? E’ un altro mondo rispetto al passato. Il calcio è cambiato totalmente dagli anni ’70, dopo la legge Bosman il mercato è globale. Una volta si lavorava sul territorio, le esigenze erano diverse, ora ci sono più stranieri. Ricordo che il Verona vinse lo Scudetto con 16 giocatori soltanto, ora le rose in Serie A sono di 26-28 calciatori. Purtroppo viviamo in un momento in cui il calcio giovanile italiano non sforna grandi talenti, i motivi sono molteplici e li sappiamo. Come dissi mesi fa quando sono stato ospite in trasmissione, ritengo che sia soprattutto un fatto culturale: in Italia un ’95 fa fatica a giocare in Serie A, mentre in altri Paesi del mondo hanno già collezionato 15-20 partite in Nazionale”.

Fonte: hellasverona.it

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