Il doppio ex: Corrent

Dal Borgo San Pancrazio alle scarpe di Robi Baggio, custodite in uno dei suoi cassetti più cari. Nicola Corrent non dimentica, tantomeno quel 23 febbraio 1997 e la panchina nel Milan di Sacchi, a Perugia.
Seduti vicino a lui c’erano Weah, Baggio, Coco, Reiziger, Tassotti e Pagotto. In campo andarono Rossi, Costacurta, Baresi, Vierchowod, Maldini, Savicevic, Albertini, Desailly, Davids, Dugarry e Simone. Dall’altra parte crescevano Gattuso e Materazzi, ma la partita per il Perugia di Nevio Scala la decise Marco Negri, bomber dai lunghi capelli emigrato poi in Scozia a fare le fortune dei Rangers.
Corrent ha rivisto quegli anni al Milan in settimana, ospite a TeleArena di «Che Aria Tira», oggi centrocampista dell’Albaronco in Prima categoria ed allenatore della Juniores. Milanello è lontana, così come i palloni che Corrent andava a prendere in porta e passava a Baggio che dopo l’allenamento si fermava a provare le punizioni.
Dovere di matricola, compensato con quelle scarpette mitiche.
«Le conservo gelosamente, è sempre stato un mito per me. Baggio però era ed è rimasto una persona estremamente semplice», l’immagine di Corrent, strappato dal Milan dopo un anno di Esordienti al Verona, caduto in disgrazia nel pieno periodo del fallimento. «Cominciai a vivere quell’ambiente nel convitto di Lodi, i primi due anni. Poi a Milanello. All’epoca il Milan era il top al mondo.
Ed io ero con loro», il riassunto di stagioni magiche e di pomeriggi trascorsi in foresteria ad attendere che Capello chiamasse un paio di Primavera per allenarsi coi grandi. Succedeva spesso, anche se in quei momenti la tensione saliva a livelli altissimi.
«Quando serviva qualche giocatore fra noi giovani a volte pensavi che quasi quasi era meglio che non chiamassero te. Con Capello sbagliavi un paio di stop e ti rimandava indietro, dicendoti che a quei livelli certi errori non potevi commetterli», racconta Corrent, che in quel paradiso rossonero oltre alle meraviglie di Baggio e Savicevic vedeva anche Weah palleggiare di testa col pallone medicinale, quello che usi di solito in allenamento per fare pesi. A Perugia in quel pomeriggio di gloria si infortunò seriamente Davids. Ed un brivido corse lungo la schiena di Corrent, l’unico vero centrocampista di quella panchina miliardaria. Al suo posto entrò invece Tassotti, che una volta appese le scarpe al chiodo fu anche allenatore di Nicola.
Domenica Correnti sarà lontano dal Bentegodi, di scena a Nogara col suo Albaronco ma con l’orecchio teso costantemente alla panchina, dove qualcuno porterà certamente un telefono o una radiolina per capire quel che sta accadendo allo stadio. «Può farcela l’Hellas, non lo dico solo da tifoso», la previsione di Corrent, che un giorno in un’amichevole a Busto Arsizio prese il posto proprio di Baggio. Prima di girare l’Italia. E di diventare capitano dell’Hellas.

Fonte: L’Arena

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