Fusco: “Sento la responsabilità ma non l’essere napoletano”

Le dichiarazioni di Filippo Gusco in conferenza stampa:

“Sento la responsabilità dell’incarico verso il Presidente, la Società, la città e i tifosi. Farò di tutto per non deludere nessuno. 

Sono napoletano ma questo non vuol dire nulla: sono molto contento di essere il direttore sportivo di un club così importante come il Verona.

La retrocessione porta delle scorie ma l’Hellas saprà rialzarsi e tornare dove è stato negli scorsi tre anni con il giusto equilibrio economico.

Sul budget da spendere in riferimento al totale del paracadute non diciamo nulla, così non diamo vantaggio ai nostri avversari. 

La situazione dell’Hellas rispetto a quella del Bologna di B è ben differente: la’ la Società era in crisi  e ci fu una mezza rivoluzione mentre qui i conti sono in regola e c’è già una buona base da cui ripartire.

Per quanto riguarda il calciomercato estivo non ci sarà alcun asse Verona-Bologna. Ognuno andrà avanti con le proprie esigenze.

Io sono solo lo strumento per allestire una buona squadra coniugando anche il buon bilancio societario. 

Pecchia era un candidato per la panchina del Verona già prima del mio arrivo. Era stato contattato già da Bigon. 

Io non ho chiesto Pecchia, sia chiaro. Io ho dato solo il mio benestare. Tra me e Pecchia c’è dialogo costante per riuscire a reperire quei giocatori con alcune caratteristiche.

In questo momento nessuno del Verona è sul mercato. Valutazioni di questo tipo verranno fatte in seguito. 

La posizione di Pazzini? È una risorsa tecnica importante. Ancora giovane, ha segnato 120 reti da professionista e se resterà a Verona saprà rilanciarsi. Se Pazzini capisce certe cose e dimostra di essere pronto per ripartire dalla B, allora lui sarà il nostro punto di riferimento la’ davanti.

Il Presidente mi ha chiesto di tornare in A coniugando il risultato sportivo con l’equilibrio economico. Il Verona deve resistere nei decenni, con Setti e dopo Setti. 

Ricominciamo dalla serie B dentro certi parametri d’ingaggio. Nell’Hellas la base c’è e da qui ripartiamo. Spero di riuscire a ricostruire un ambiente galvanizzandolo con il giusto spirito. 

Luca Toni sarà una risorsa anche se non sarà più in campo. La sua posizione è simile a quella di Di Vaio a Bologna: con molta umiltà imparare come ci si muove da dirigenti.

Risoluzione contrattuale con Mandorlini? Serve il consenso delle parti: dipenderà dalle ambizioni di Mandorlini, non certo dal Verona.

Non assisto giocatori dal 2010, questo che sia chiaro. Non ci sono conflitti di interesse di alcuna sorta. 

I contratti dei giocatori in rosa del Verona devono essere tutti rivisti: siamo in serie B e mi aspetto sacrifici da parte dei nostri tesserati.

Ionita ha molto mercato e valuteremo se e come cederlo. È un ottimo giocatore che è sicuramente richiesto. 

Per il mercato in entrata abbiamo già fatto le nostre valutazioni e mano a mano che cederemo qualcuno, faremo gli innesti opportuni.

Non è vero che il reparto dove dobbiamo intervenire di più sarà la difesa. Souprayen, Gollini e altri  profili sono validissimi. Solo se partirà qualcuno allora faremo gli innesti.

Cappelluzzo rimarrà. Su Torregrossa dovremo invece fare delle valutazioni per capire se per lui è meglio restare a Verona o andare a giocare da un’altra parte.

Romulo è un calciatore forte, pienamente recuperato e sotto i trent’anni. Aspettiamo le offerte  e poi valuteremo. Certamente il suo contratto è molto oneroso per le nostre casse.

Per Viviani non ci sono offerte al momento. Il Verona ha investito molti denari e intende salvaguardare la spesa. Se dovessero arrivare offerte congrue le valuteremo altrimenti resterà con noi.

Franco Zuculini in entrata potrebbe essere essere un’idea ma di certo non c’è nulla. Cappelluzzo, Zaccagni, Checchin e Fares saranno sicuramente propedeutici al Verona della prossima stagione.

Il settore giovanile è una risorsa importante. Non per vincere ma per formare i futuri calciatori da prima squadra”.

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