Giuntoli: “Toni non può venire al Carpi”

Due mondi troppo lontani. Luca Toni non andrà al Carpi. A cancellare ogni rumors ci ha pensato Cristiano Giuntoli, direttore sportivo della squadra dell’anno pronta a festeggiare la promozione in Serie A. «Toni è un sogno, non è un obiettivo vero. Soprattutto non va d’accordo con quello che è il leitmotiv del Carpi e coi suoi parametri. Toni è un giocatore fuori le righe per il Verona, figurarsi per il Carpi. Negli stipendi noi dobbiamo conservare una certa uniformità, per questo Toni è un concetto fuori dai nostri canoni», ha sottolineato Giuntoli a RadioVerona, nel corso di Fuorigioco, spazzando via le voci delle ultime settimane. Giuntoli è l’uomo del momento, uomo-mercato di un Carpi che è stato anche di Maurizio Setti.
«Con lui ho un bellissimo rapporto, sia personale che professionale. È stato qui due anni ed ora a Verona sta lavorando molto bene. Ha portato un direttore sportivo di livello, ha costruito due salvezze importanti in Serie A e tutta la società ha lavorato benissimo». Tutti vogliono Giuntoli, un profilo così non può non piacere anche al Verona che una mezza idea sul futuro diesse dovrà pur farsela se e quando Sean Sogliano prenderà altre strade. Il Carpi gli ha allungato il contratto fino al 2019, ma il discorso è un altro.
«I valori umani vanno oltre gli aspetti professionali. La società – ha proseguito Giuntoli – mi ha dato fiducia sei anni fa, quando la Serie A non era minimamente nei nostri pensieri. Adesso che possiamo tagliare un traguardo impensabile non lascio certo il Carpi. Sogliano? È un burbero, ma in fondo è un buono. Sean ha un grande futuro da direttore sportivo, anche a grandissimi livelli».
Carpi ha scritto anche la favola di Kevin Lasagna, ragazzo passato da Cerea in Serie D e adesso pronto a salire pure l’ultimo gradino verso la gloria. «Lasagna ha le qualità per giocare nella massima serie, perché è dotato di una struttura fisica importante e di velocità. Deve crescere tecnicamente e nel muoversi senza palla – l’analisi di Giuntoli – ma parliamo di un ragazzo che alle spalle ha solo due campionati di Promozione e due di Interregionale. Paradossalmente gli sarebbe servito un altro anno di Serie B per migliorare ancora, ma se faremo questo passo e andremo in Serie A confermo che Lasagna resterà con noi. Per lui vale il teorema di tanti nostri giocatori che arrivano dalle categorie inferiori, dilettanti compresi. La molla è quella delle motivazioni, di chi viene da un certo tipo di vita ed ha voglia di cambiarla. Di chi inizia a respirare un certo tipo di calcio a vent’anni e non a 16 o 17 come succede nelle buone famiglie»

Fonte: L’Arena

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